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Acquistare un immobile oggi può rivelarsi più complesso di quel che si pensi. Quando si decide di comprare casa, che sia a scopo abitativo o per investimento, come prima cosa si effettua una ricerca da privato o ci si affida a un’agenzia immobiliare. Una volta individuato il tipo di immobile che si intende acquistare, sono poche le persone che si rivolgono a un professionista per chiedere un parere tecnico.

Sempre più spesso, quando ci si appresta alla ristrutturazione di un immobile oggetto di compravendita  nell’analizzare la documentazione, si scopre che  è incompleta.

Anche solo per i piccoli interventi di manutenzione straordinaria eseguibili con una semplice Comunicazione di Inizio Lavori (CIL), il tecnico professionista deve certificare la conformità tra lo stato di fatto e quello legittimo, ovvero l’ultimo elaborato derivante da una concessione edilizia o altro titolo abilitativo.

Agente immobiliare e professionista abilitato

La legge (D. Lgs. 78/2010) impone oggi che il venditore, personalmente o tramite l’ausilio di un tecnico abilitato, attesti la conformità dei dati catastali e della planimetria. Come sappiamo, però, il catasto ha validità ai soli fini fiscali e può capitare che venga aggiornata la sola planimetria catastale senza che sia stata predisposta una pratica edilizia, specie su immobili datati.

Le dichiarazioni urbanistiche, invece, sono rese dal venditore sotto la propria responsabilità ai sensi dell’art. 46 del DPR 380/2001. Il notaio pertanto, preso atto della conformità catastale e delle dichiarazioni urbanistiche, non effettua ulteriori verifiche per le quali, peraltro, non avrebbe competenza.

Nemmeno l’agente immobiliare può attestare la regolarità edilizia di un immobile.

Il consiglio è, pertanto, quello di rivolgersi sempre a un professionista abilitato che svolga tutte le indagini necessarie a garantire la conformità dell’immobile, sia dal punto di vista edilizio che catastale, onde evitare di incorrere successivamente in spiacevoli sorprese e dover pagare di tasca propria per abusi commessi da altri in precedenza.

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La Agenzia delle Entrate ha pubblicato l’elenco dei fabbricati rurali censiti al Catasto Terreni. L’obbligo di accatastamento vige per tutti i titolari di diritti reali. Nelle prossime settimane, la Agenzia delle Entrate invierà una lettera di sollecito a tutti i proprietari.

I proprietari di fabbricati rurali devono provvedere all’accatastamento dei loro immobili al Catasto Fabbricati. Il termine entro il quale adempiere (30 novembre 2012)  è ormai scaduto. E’ possibile comunque ricorrere all’istituto del ravvedimento operoso con sanzioni ridotte. La Legge di Stabilità 2015 ha infatti previsto una sanzione di euro 172, pari a 1/6 del minimo. Il sollecito che la Agenzia delle Entrate si appresta ad inviare ai proprietari, consentirà di sanare la posizione con la sanzione minima. Non si tratta di un avviso di accertamento ma di un invito bonario ad adempiere, per ora.

Come provvedere alla pratica di accatastamento

Il carattere di “ruralità” dei fabbricati è definito dalla Legge n. 133 del 1994: possesso, utilizzo, superficie, volume d’affari e tipologia. Alcuni di questi requisiti sono verificabili in Catasto. I proprietari di fabbricati rurali sono quindi tenuti a verificare preliminarmente come è censito in Catasto il loro immobile. Attraverso una visura catastale online si può verificare:

  • se l’immobile è effettivamente censito in Catasto
  • se l’immobile è censito al Catasto Terreni o al Catasto Fabbricati
  • la categoria catastale, la classe e la rendita catastale
  • la superficie del fabbricato
  • i titolari di diritti reali, la natura e la quota

Trattandosi di fabbricati ubicati spesso in aree extra urbane, è necessario individuarne la posizione. In Catasto è possibile verificare la collocazione del fabbricato rispetto alla viabilità, ai terreni confinanti o ad altri fabbricati. Con un estratto di mappa si dispone di una pianta che individua l’esatta ubicazione, la forma, l’orientamento ed i confini.

Le categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile) e A/8 (ville) sono escluse dai fabbricati rurali. Sono peraltro esclusi dall’obbligo di accatastamento anche:

  • fabbricati di superficie coperta inferiore a otto mq.
  • serre per la coltivazione in agricoltura
  • vasche di accumulo per agricoltura e per allevamento
  • fabbricati isolati senza copertura
  • concimaie, porcili, pollai, casotti, tettoie di altezza inferiore a 1,8 mt. e con una superficie interna inferiore a 150 mc.
  • manufatti privi di fondazione e non infissi sul terreno
  • immobili in corso di costruzione
  • fabbricati in stato di degrado e unità collabenti

A seguito di queste verifiche preliminari, si deve incaricare un tecnico abilitato che provvederà alla pratica di accatastamento. Al Catasto Terreni, attraverso una denuncia di variazione Pregeo si effettua l’aggiornamento della mappa catastale. Si procederà quindi con l’inserimento del fabbricato rurale al Catasto Fabbricati tramite una pratica Docfa.

 

Visto su: Solo Agevolazioni

 

 

 

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L’acquisto di una casa è uno, se non il più grande, passo che si possa compiere nel corso della vita, così come l’acquisto di un fabbricato ad uso ufficio, commerciale o industriale per l’esecuzione di un’attività lavorativa. Per l’acquisto bisogna chiaramente rivolgersi ad un notaio, ma l’assistenza tecnica da parte di un esperto del settore edilizio, urbanistico e catastale è assolutamente necessaria per non correre il rischio di incappare in sgradevoli inconvenienti.

Per l’acquirente, infatti, prima di acquistare è consigliabile assumere l’adeguata cautela e procurarsi, valutandole ed analizzandole con minuziosità, le planimetrie e le visure catastali, l’estratto di mappa catastale per valutare che non ci siano imprecisioni e che lo stato dei luoghi coincida con quanto rappresentato sia sulla planimetria che sull’estratto di mappa rilasciato dal Catasto (ora chiamato Agenzia del Territorio).

Bisogna aver ben presente che non è sufficiente la corretta intestazione catastale per dimostrare la proprietà del bene in capo al venditore; quest’ultimo risulta essere proprietario solamente nel caso in cui l’atto, o la successione, con cui egli a sua volta aveva acquistato sia stato correttamente trascritto nei pubblici registri conservati presso l’Ufficio della Pubblicità Immobiliare (di questo si occupa normalmente il notaio incaricato per la stipula dell’atto).

Un altro punto molto importante è la valutazione della regolarità edilizia; a tal proposito è necessario precisare che è facoltà dell’acquirente richiedere che all’atto notarile sia allegata una Relazione di Regolarità Edilizia, cioè una relazione firmata non dal notaio, ma da un tecnico di fiducia del venditore che dimostri che l’immobile oggetto della compravendita sia completamente conforme alla normativa urbanistica ed edilizia e che dunque non siano state realizzate abusivamente opere edilizie di alcun genere. Le spese relative alla redazione della Dichiarazione di Regolarità Edilizia sono totalmente a carico del venditore, dato che spetta a lui dimostrare di vendere un immobile senza opere abusive.
Si ricorda che la mancanza dell’agibilità del fabbricato oggetto di vendita non comporta l’impossibilità di procedere con l’atto notarile, ma è sicuramente bene che la parte acquirente la richieda alla parte venditrice, così come le dichiarazioni di conformità di tutti gli impianti (idro – sanitario, elettrico ecc…) presenti all’interno dell’immobile.

E’ pacifico che in casi in cui siano presenti opere abusive di minore importanza (ad esempio la presenza di un tramezzo interno differente) o sia assente il certificato di agibilità ed il venditore non sia disposto a sanare tali difformità, la parte acquirente può e deve pretendere che il prezzo pattuito sia abbassato vista proprio la carenza documentale emersa.

Nel caso di acquisto di un’unità immobiliare in condominio è importante, inoltre, verificare che l’assemblea condominiale non abbia già deliberato spese di manutenzione ordinaria o straordinaria dei beni condominiali: nel caso siano già state deliberate spese straordinarie queste spettano al venditore (anche se debbano essere sostenute successivamente alla vendita); in tutti gli altri casi le spese condominiali spettano chiaramente all’acquirente.

Tutte le considerazioni sopra argomentate non sono elencate in ordine di importanza in quanto sono tutte sicuramente estremamente fondamentali per acquistare con tranquillità un immobile e vanno ben al di là della convenienza economica di una compravendita.

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La rendita catastale è il valore economico che la Agenzia delle Entrate attribuisce ad ogni immobile, terreno o fabbricato. Il valore, espresso in euro, viene utilizzato per il calcolo delle imposte ipotecarie e catastali nonché per la tassazione sugli immobili: IMU, TARI e TASI.

A giugno e dicembre di ogni anno, cittadini ed imprese devono pagare le tasse sugli immobili. Al fine di ottemperare a tale obbligo, è necessario disporre del valore della rendita catastale. Il dato è facilmente reperibile attraverso le visure catastali online. Si evince quindi come il valore della rendita catastale abbia unicamente una finalità fiscale, che risponde poi alla finalità istituzionale del Catasto. Il valore catastale viene infatti attribuito a tutti gli immobili in grado di produrre un reddito in forma autonoma.

Come ridurre la rendita catastale ai fini delle imposte

L’istanza di modifica della rendita catastale può essere presentata in tre casi:

Stato conservativo dell’immobile

Se il fabbricato si trova in uno stato di degrado ed abbandono, è possibile presentare una istanza al Catasto richiedendo la riduzione della rendita catastale. La denuncia di variazione deve essere presentata tramite un tecnico abilitato attraverso una pratica catastale e autorizzata dagli uffici comunali.

Destinazione d’uso

La destinazione d’uso di un immobile può subire, col tempo, delle modifiche che determinano una riduzione del valore catastale. E’ il caso, ad esempio, di locali commerciali siti in zone urbanistiche periferiche e adibiti, di fatto, a magazzini. In simili circostanze, è possibile richiedere una revisione della rendita catastale.

Rettifica dei dati catastali

I dati catastali sono soggetti a variazioni effettuate d’ufficio da parte dell’ufficio del Catasto. Spesso si verifica che la pratica iniziale di censimento di una unità immobiliare contenga degli errori. I casi più frequenti riguardano l’intestazione della ditta catastale e l’indirizzo in cui è ubicato l’immobile. Ma i parametri che incidono sulla rendita catastale  sono la superficie e la categoria catastale. Se il proprietario dell’immobile  verifica che questi dati sono errati, può presentare una istanza al Catasto.

Quando serve la rendita catastale

Stante la finalità fiscale del Catasto, il valore della rendita catastale necessita in diverse occasioni:

Pagamento imposte sulla casa IMU, TASI e TARI

Entra il 30 giugno ed entro il 16 dicembre di ogni anno, deve essere effettuato il pagamento mediante F24 delle imposte sulla casa. Sono tenuti al pagamento tutti i titolari di diritti reali sugli immobili. A decorrere dal 2017, l’invio della dichiarazione IMU e TASI sarà telematico.

Stipula atto di compravendita immobiliare

Al momento della stipula di un atto di compravendita, devono essere corrisposte le imposte ipotecarie ed i tributi catastali. Il calcolo viene effettuato dal notaio rogante sulla base del valore della rendita catastale riferita all’unità immobiliare oggetto di compravendita.

Presentazione dichiarazione di successione

La denuncia o dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di decesso. Dopo aver appurato l’effettiva consistenza del patrimonio immobiliare in capo al de cuius, si rileva l’importo della tassa di successione.  La tassa viene calcolata sulla base del valore degli immobili, individuato attraverso la rendita catastale.

Come trovare la rendita catastale

Le modalità di richiesta sono differenti a seconda dei dati di cui si dispone:

  • con i dati anagrafici del proprietario (nome, cognome, codice fiscale o denominazione persona giuridica e codice fiscale), è possibile richiedere una visura catastale per soggetto
  • con i dati catastali dell’immobile (terreno o fabbricato), si può effettuare direttamente la richiesta di una visura catastale immobile
  • se invece si conosce solo l’indirizzo dell’immobile, è preferibile richiedere una visura catastale per indirizzo

In tutti e tre i casi, il documento estratto dalla Agenzia delle Entrate conterrà il valore della rendita catastale.

 

Visto su: Solo Agevolazioni

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Il termine visura  nel linguaggio notarile e bancario significa: verifica catastale e ipotecaria per accertare la condizione giuridica e il valore di un immobile.

La visura catastale dunque, è un’operazione che consente la verifica di alcuni dati sugli immobili quali: il valore del bene ai fini delle imposte e la sua identificazione nell’ambito della mappa catastale.

Le visure catastali non hanno alcun valore legale  in merito, alla situazione proprietaria.

Per conoscere chi è il proprietario di un  immobile e se su di esso vi siano ipoteche e/o procedure esecutive immobiliari (es. le così dette iscrizioni e/o trascrizioni contro)  è necessario eseguire una visura ipotecaria.

Per  mezzo della visura ipotecaria, noi possiamo conoscere con certezza chi è il proprietario di un determinato immobile e quali siano le vertenze rilevanti ai fini della sua trasferibilità.

È utile ricordare, infatti, che la presenza di una procedura esecutiva immobiliare, priva  il proprietario del diritto di trasferirlo. Allo stesso modo, la presenza di un’ipoteca da titolo a chi la iscritta di soddisfare con prelazione le proprie pretese sul bene. Classico è il caso dell’ipoteca concessa a fronte dell’erogazione di un mutuo.

Tuttavia, il termine visura viene utilizzato anche in altri ambiti: uno su tutti quello inerente le imprese e la possibilità di eseguire visure camerali.

Esse consentono di accedere, presso le locali Camere di Commercio, ad una serie di informazioni – obbligatoriamente pubbliche – concernenti le imprese in qualunque forma esercitate.

Rivolgendosi alla Camera di Commercio è possibile conoscere le quote di una società di capitali, il suo bilancio, oppure il capitale ed i soci di una società di persone, etc.

Un’altra tipologia di visura, anch’essa largamente utilizzata, riguarda le informazioni tenute dalla motorizzazione civile in relazione al così detto pubblico registro automobilistico: da esso possono essere estratte le informazioni riguardanti la titolarità di una targa (e quindi di un veicolo) oppure le informazioni su un soggetto (quanti veicoli sono a lui intestati), nonché degli eventuali fermi amministrativi e/o pignoramenti riguardanti i predetti beni.

Le visure catastali, ipotecarie e quelle presso il PRA  sono utili all’inizio di azioni esecutive volte al recupero di un credito.

Ogni visura sia essa catastale, ipotecaria o camerale ha un costo che varia in relazione al soggetto richiedente ed alle informazioni richieste. La visura catastale è gratuita in tutti i casi in cui una persona domandi di ottenerla in relazione ad immobili che lo riguardano.

 

Visto su: condominioweb

 

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Frazionamento

Con il frazionamento catastale si divide in più unità un immobile (un fabbricato, una casa, un appartamento, una villetta, un negozio, ecc.) o un terreno. Questa procedura, preventivamente autorizzata dal Comune di competenza attraverso apposita concessione edilizia, consiste nella divisione di una singola unità  grande in più unità  piccole. Se la richiesta di frazionamento viene approvata, il Comune rilascerà una copia del tipo di frazionamento timbrata. Al termine della procedura, e supponendo di partire da un appartamento grande si darà vita ad un maggior numero di unità abitative. I motivi o gli scopi per i quali si decide il frazionamento possono essere diversi; da quelli di natura economica sino a quelli di natura testamentaria. Vista la complessità della documentazione necessaria e gli effetti economici positivi derivanti dal frazionamento è necessario rivolgersi ad un tecnico.  Così facendo, è  possibile capire i documenti necessari e i costi da sostenere per il frazionamento di un immobile abitativo, un terreno, un fabbricato o un  negozio. Ma è possibile anche capire quali saranno i vantaggi economici visto che, generalmente, il valore al metro quadro di un immobile, specie nelle grandi città, è maggiore nelle piccole unità rispetto alle unità più grandi.

Documentazione

La documentazione necessaria al frazionamento catastale di un immobile consiste nella planimetria originale dell’immobile (o di quella più recente), i dati catastali dell’immobile stesso, il progetto delle nuove unità immobiliari che modificano il progetto precedente. Nel caso di un terreno è necessario un estratto di mappa rilasciato dall’ufficio territoriale sulla quale elaborare il progetto.

Soggetti autorizzati

È necessaria la professionalità di un tecnico per effettuare il frazionamento catastale. Geometri, ingegneri, e architetti dovranno ricevere, in ogni caso, apposito incarico dal proprietario. Nel caso di compravendita o di frazionamento per esigenze testamentarie i soggetti coinvolti sono di più. Oltre al tecnico abilitato ed al Comune servirà coinvolgere l’agenzia delle Entrate (Catasto) e un notaio. Inoltre una volta che il frazionamento viene approvato è necessario rogitare il trasferimento, ed, infine, verrà effettuata la voltura catastale.

Tempi

La tempistica varia in relazione ai sopralluoghi, alle intenzioni del proprietario o degli eredi. Poi ci sono i tempi del Comune e quelli, molto brevi, del tecnico incaricato all’Agenzia delle Entrate (massimo tre giorni).

Costi

Oltre agli onorari professionali riconosciuti al tecnico per l’analisi, per la stesura del progetto e per le attività che vengono svolte durante tutto l’iter del frazionamento gli altri costi riguardano i diritti catastali relativi all’istruttoria.

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casa

Per sapere se una persona ha intestato uno o più immobili è necessario effettuare una verifica presso la Conservatoria dei Registri immobiliari, oggi chiamata anche Ufficio del Territorio: con essa si può sapere facilmente, partendo dal nome e cognome e data di nascita del soggetto da ispezionare, quali case, terreni, appartamenti, ville e altri immobili ha intestato.

 Come chiedere una visura ipotecaria in Conservatoria

L’accesso alla Conservatoria è aperto a chiunque: pertanto non ci sono limiti alla possibilità di conoscere quali e quanti sono gli immobili intestati a un determinato soggetto, anche se quest’ultimo è un estraneo che non ha alcun rapporto con il richiedente. Questo consente, ad esempio, al creditore  di conoscere, in tempo reale ed a costi particolarmente bassi, tutte le proprietà immobiliari di qualsiasi cittadino. La condizione, ovviamente, è che l’immobile si trovi all’interno del territorio italiano.

Per conoscere tali dati è necessario richiedere una visura ipotecaria. Per prima cosa, dunque, bisogna recarsi presso la Conservatoria dei Registri immobiliari, oggi accorpata all’Ufficio del Territorio presso l’Agenzia delle Entrate e richiedere una visura ipotecaria. La visura ipotecaria ci dirà se, ad esempio, il sig. Rossi possiede una o più case, fabbricati, appartamenti, terreni, ville, etc.

Per avere la visura è necessario fornire il nome, cognome, luogo e data di nascita del soggetto da ispezionare.

La Conservatoria dei Registri immobiliari è un registro aggiornato in tempi brevissimi grazie alla collaborazione dei notai i quali, ogni volta che effettuano un atto pubblico di trasferimento di un immobile, devono obbligatoriamente aggiornare la Conservatoria nel più breve tempo possibile.

Come sapere a chi è intestato un immobile

Sempre presso la Conservatoria dei Registri immobiliari è possibile procedere anche all’operazione opposta: ossia, partendo dagli estremi di un immobile (dati catastali) risalire al suo proprietario e a tutti gli atti che hanno riguardato detto immobile (ad esempio, trasferimenti, donazioni, etc.), risalendo alle relative parti (venditore/acquirente, donante/donatario, etc.). Per conoscere tali dati è necessario, anche in questo caso, farsi rilasciare una visura ipotecaria. A tal fine, dunque, ci si dovrà recare presso l’Ufficio del Territorio dell’Agenzia delle Entrate e fornire i dati suddetti per il rilascio del documento. In particolare, per sapere se una determinata persona è proprietaria di un bene bisogna chiedere la “trascrizione a favore”; invece per sapere se tale bene è stato venduto, ed a chi, è necessario chiedere la “trascrizione contro”.

La certificazione sul nominativo del titolare di un immobile può essere fornita anche dall’ufficio del Catasto che, tuttavia, non è attendibile come la Conservatoria.

 

Visto su: La Legge per Tutti

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Molte volte, prima di comprare casa o di effettuare una qualsiasi operazioni su un immobile, ci troviamo a dover effettuare varie pratiche al Catasto. Sentiamo quindi parlare di tariffe, estimo, classamento e così via. Ma cosa sono gli estimi catastali? Gli estimi catastali sono dei valori determinati dall’amministrazione, che servono per calcolare il reddito prodotto da un terreno o da un fabbricato.

In pratica, l’immobile iscritto in catasto viene registrato a seconda delle sue caratteristiche (produttività, utilizzo ecc.): dopo tale classificazione, vengono applicate le tariffe d’estimo, ossia coefficienti espressi in denaro: moltiplicando le tariffe per l’estensione del bene, otterremo il reddito prodotto da quest’ultimo (rendita catastale), fondamentale per il calcolo delle tasse da pagare (Imu, Irpef e così via).

Gli estimi catastali servono per calcolare la rendita di un immobile e, conseguentemente, per calcolare le tasse da pagare su quel bene. La rendita immobiliare non è altro che il reddito prodotto dall’immobile stesso, ossia la base su cui determinare l’importo effettivo del tributo. Per stabilire il valore di ogni unità immobiliare presente sul territorio italiano, ci si avvale appunto degli estimi catastali. Essi sono quindi delle stime realizzate a seconda della qualità del bene, della classe e della categoria cui lo stesso appartiene.

Alle operazioni di stima consegue la determinazione delle tariffe d’estimo, ossia di coefficienti che poi vanno moltiplicati per il numero di ettari del terreno o per i metri cubi del fabbricato. In questo modo si avrà il reddito prodotto dall’immobile, su cui poi applicare l’aliquota della specifica tassa da pagare. Le tariffe d’estimo sono determinate:

  • per i fabbricati, in base alla zona censuaria in cui sono ubicati, alla destinazione (cioè all’uso cui il bene è adibito) e alla tipologia;
  • per i terreni, in base alle colture praticate e alla produttività del fondo.

Per quanto riguarda i terreni, la determinazione delle tariffe d’estimo viene effettuata dopo un procedimento che include:

  • la qualificazione: si individua la qualità dei terreni in base alle colture praticate;
  • la classificazione: si classificano i fondi in base alla loro produttività;
  • il classamento: si inquadrano i terreni in specifiche categorie a seconda della qualità e della classe.

Dopodiché,  si determina la tariffa, ossia la rendita garantita da ogni ettaro di superficie. Moltiplicando il coefficiente per il numero degli ettari, si avrà il reddito prodotto dal terreno (la base imponibile dell’imposta da applicare). Le tariffe d’estimo si esprimono in denaro e sono stabilite in relazione ad uno specifico periodo (cosiddetta epoca censuaria). Esse sono quindi soggette a variazioni e aggiornamenti, come è avvenuto nel 2011, dopo l’introduzione dell’Imu.

 

Visto su: La Legge per Tutti

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L’elaborato planimetrico con elenco subalterni è un documento della banca dati telematica dell’Agenzia del Territorio. Rappresenta la  planimetria (piantina)  schematica in scala ridotta di ogni piano dell’intero immobile o condominio. Solitamente viene redatto in scala 1/500 ed è integrato dall’elenco dei subalterni, che vanno a specificare la classe, la categoria catastale dei singoli immobili e le rispettive proprietà in comune tra essi. In esso vengono rappresentati la sagoma di un edificio, le porzioni comuni, la suddivisione delle aree scoperte e, infine, gli accessi alle singole unità immobiliari.

Risulta quindi indispensabile per individuare soprattutto le parti comuni dette anche beni comuni non censibili (giardino, terrazzo, area box, cortili, ingressi, vani scale, centrale termica) ed i beni comuni censibili (garage condominiale, cantina condominiale, alloggio del portiere ) indicati nell’elenco subalterni.

Quali sono gli atti e i procedimenti burocratici per i quali potrebbe essere necessario richiedere un elaborato planimetrico con elenco subalterni?

È obbligatorio richiedere un elaborato planimetrico nei seguenti casi:

  • denuncia di nuova costruzione quando siano presenti due o più unità immobiliari con porzioni e dipendenze in comune;
  • denunce di unità immobiliare in corso di costruzione;
  • denunce di variazione qualora l’elaborato sia già presente agli atti dell’ufficio oppure, quando si procede alla costituzione di beni comuni censibili e beni comuni non censibili.

Non risulta invece obbligatorio il deposito o la redazione di un Elaborato Planimetrico quando siano presenti solo corti di proprietà esclusiva di ogni singola unità immobiliare. In questo caso infatti le corti devono essere rappresentate graficamente per intero e senza interruzioni della linea di confine.

Dove posso trovare i dati tecnici per chiedere un elaborato planimetrico?

I dati necessari alla richiesta di un elaborato planimetrico sono: la provincia e il comune dove è presente l’immobile e i dati catastali (rintracciabili nell’atto di compravendita o sulla visura catastale dell’immobile in esame).

È possibile richiedere e ottenere un elaborato planimetrico per qualunque tipologia di immobile?

In alcuni casi il documento richiesto potrebbe non essere presente nella banca dati dell’Agenzia del Territorio. Questi sono:

  • la particella immobiliare in esame non è divisa in subalterni;
  • l’immobile risulta essere suddiviso in subalterni ma è stato dichiarato antecedentemente all’obbligo della redazione dell’elaborato planimetrico nella denuncia di variazione catastale (prima del 2001).

La ricerca di un elaborato planimetrico può dare un esito negativo?

Può capitare che in seguito ad alcune variazioni della banca dati catastale, i dati vengano modificati nel corso del tempo e questo può generare una richiesta con esito negativo.

 

 

Fonte: Unione Professionisti

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L’ispezione ipotecaria ci permette di  avere informazioni relative ad un immobile, ad una persona o società, presente nella conservatoria dei registri immobiliari del Catasto. Ad esempio se stiamo acquistando una abitazione attraverso la visura ipotecaria possiamo verificare chi sono i proprietari dell’immobile e di sapere se ci sono ipoteche o altri elementi che possono limitarne l’utilizzo. Vediamo quindi quali dati consente di ottenere questa verifica e come è possibile richiederla.

Visura ipotecaria: quali dati contiene

Attraverso l’ispezione ipotecaria, è possibile consultare i registri, le note e i titoli depositati presso i servizi di pubblicità immobiliare – ex conservatoria dei registri immobiliari. Gli atti a cui è possibile accedere, sono:

  • Trascrizioni: comprendono gli atti di costituzione o trasferimento di diritti su beni immobili – come compravendite, donazioni e successioni – e gli atti che istituiscono vincoli sull’immobile – come sequestri, pignoramenti, domande giudiziali. Questi possono essere “a favore” in caso di acquisti o “contro” se si tratta di vendite e ipoteche.
  • Iscrizioni: permettono di sapere se ci sono ipoteche che gravano sugli immobili
  • Annotazioni: registrano le modifiche di precedenti atti, ad esempio  la cancellazione di un’ipoteca.

Ispezione ipotecaria: come richiederla in ufficio

L’ispezione ipotecaria può essere richiesta presso gli sportelli degli uffici provinciali territoriali dell’Agenzia delle entrate, con l’eccezione delle province di Trento e Bolzano che gestiscono il servizio in autonomia. Se l’ispezione riguarda dati presenti in registri informatizzati può essere richiesta in qualunque ufficio provinciale sul territorio nazionale, a esclusione delle province di Trento, Trieste, Gorizia e Bolzano e delle altre zone nelle quali vige il sistema tavolare. La richiesta di visura ipotecaria può essere presentata compilando il modello 310 o il modello 310 semplificato, scaricabili sul sito dell’Agenzia delle entrate o disponibili in formato cartaceo presso gli uffici. Per ricerche relative al periodo precedente il 1 gennaio 1973 negli uffici di Milano, Torino, Roma e Napoli è necessario presentare un ulteriore modello 310 presso la sezione stralcio.

Come ricercare i dati

Sono disponibili due modalità di ricerca dei dati:

  • per soggetto, per immobile o incrociata soggetto/immobile
  • per nota, se si conoscono già gli estremi identificativi dell’atto

L’ispezione ipotecaria per soggetto, immobile o incrociata può essere richiesta indicando nel modello 310 i dati relativi al soggetto e/o all’immobile oggetto della verifica:

  • Nel caso di una persona fisica sarà necessario indicare nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale
  • Nel caso di una società sarà necessario indicare denominazione e sede legale
  • Per un immobile dovranno essere indicati gli estremi identificativi catastali.

Se la ricerca nei registri informatizzati restituisce esito positivo l’operatore consegna al richiedente l’elenco sintetico affinché selezioni le note da visionare. Se la consultazione della banca dati informatizzata si rivela insufficiente, il personale dell’ufficio estende la ricerca ai registri cartacei. L’ispezione per nota può essere presentata indicando nel modello 310 il numero identificativo dell’atto che si vuole visionare, l’anno e i dati di almeno un soggetto o un immobile presente nella nota. E’ possibile escludere dall’ispezione ipotecaria gli atti di iscrizione e le trascrizioni di domande giudiziali, sequestri conservativi e pignoramenti cancellati o non rinnovati allo scadere del termine di efficacia, pari a 20 anni. Oltre alle note è possibile consultare i relativi titoli, indicandone gli estremi identificativi sul modello di richiesta.

Visura ipotecaria online

L’ispezione ipotecaria può essere richiesta anche online, utilizzando il nostro sito oppure se il soggetto che presenta la richiesta è titolare, può accedere gratuitamente alla banca dati ipotecaria dell’Agenzia delle entrate mediante il servizio di consultazione personale disponibile tra i servizi online presenti sul sito dell’Agenzia. Per accedere è necessario essere registrati ai servizi online Entratel/Fisconline. Se il richiedente non è titolare, può richiedere una ispezione ipotecaria online accedendo ai servizi online disponibili sul sito dell’Agenzia delle entrate. Per usufruire del servizio è necessario registrarsi ai servizi finanziari online di Poste Italiane, per effettuare il pagamento dei tributi necessari.

 

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