Archivio per gennaio 2014 | Pagina di archivio mensile

Interessante mappa del mercato immobiliare negli anni della crisi.

immagine del giorno: la mappa del mercato residenziale italiano dal 2009 al 2013 — idealista.it/news/.

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In caso la Certificazione Energetica di un immobile sia non conforme, cosa rischia il tecnico certificatore?  Solo cinque Regioni Italiane – Liguria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Provincia Autonoma di Trento – affrontano questo tema con una propria legislazione in materia; le altre Regioni applicano le disposizioni sanzionatorie nazionali.

Qui di seguito vediamo nel dettaglio quali sono le sanzioni applicate ai tecnici:

Liguria: sanzione amministrativa da € 300 a € 1.500. L’APE errato è inefficace e viene sostituito da quello esatto redatto dal soggetto verificatore.

Lombardia: sanzione amministrativa da € 500 a € 2.000. L’APE redatto in modo non conforme è inefficace e viene cancellato dal Catasto Energetico Regionale.

Piemonte: sanzione amministrativa da € 150 a € 1.500. Il certificatore è tenuto entro novanta giorni a redigere un nuovo attestato di certificazione energetica e darne comunicazione al proprietario dell’immobile.

Valle d’Aosta: il professionista è tenuto a redigere un nuovo documento entro quarantacinque giorni dalla data di contestazione con oneri a proprio carico. Qualora non ottemperi entro tale termine, il certificatore è punito con una sanzione amministrativa di € 3.000.

Provincia Autonoma di Trento: il tecnico deve redigere un nuovo attestato entro trenta giorni dalla comunicazione della contestazione pena una sanzione amministrativa da €150 a € 1.500.

Per tutte le altre Regioni il certificatore energetico è punito con una sanzione amministrativa da € 700 a € 4.200; inoltre l’ente di competenza dà comunicazione ai relativi ordini o collegi professionali per i provvedimenti disciplinari conseguenti.

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L’Agenzia delle Entrate ha chiarito quale è il corretto inquadramento degli impianti fotovoltaici sul piano catastale. In particolare, viene precisato quanto queste installazioni sono qualificabili come beni mobili o immobili e il diverso trattamento che ne deriva in termini di imposte dirette.

Gli impianti fotovoltaici vengono considerati beni immobili quando costituiscono una centrale di produzione di energia elettrica che può essere autonomamente censita nella categoria catastale D/1 “opifici” oppure D/10 “fabbricati per funzioni produttive connesse ad attività agricole”, nel caso in cui abbiano requisiti di ruralità; sono posizionati sulle pareti di un immobile o su un tetto e per essi sussiste l’obbligo della dichiarazione di variazione catastale.

Sono, invece, considerati beni mobili quando rispettano specifici requisiti in termini di potenza e dimensione e quindi non è necessario dichiararli al Catasto.

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Durante il mese di dicembre 2013 la Cassa Depositi e Prestiti e l’Associazione Banche Italiane hanno trovato un’accordo di convenzione che sviluppa e attua il “Plafond Casa” indirizzato all’erogazione dei mutui per immobili ad uso abitativo e ristrutturazioni per riqualificazione energetica. Quindi ogni Istituto di Credito che aderirà allo stanziamento della Cassa Depositi e Prestiti potrà erogare mutui agevolati. Si potrà richiedere un tasso fisso o un tasso variabile, il prestito invece potrà arrivare fino a un massimo di:

- 250mila euro per acquisto di una casa

- 100mila euro per ristrutturazione energetica

 

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Gli interventi che usufruisco delle agevolaizoni fiscali e non richiedono alcun titolo abilitativo o, al massimo, necessitano di una semplice comunicazione di inizio lavori sono:

Impianti: sostituzione dei sanitari e degli impianti del bagno;  messa a norma degli impianti elettrici obsoleti; installazione ex novo o sostituzione di impianti di allarme obsoleti. Ascensori e montacarichi interni possono essere installati o sostituiti con nuovi impianti rispondenti alla legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche.

Caldaie per il riscaldamento e la produzione di Acqua Calda Sanitaria con apparecchiature innovative o con caldaie a condensazione.

Facciate edifici: la realizzazione di intonaci delle facciate degli edifici, senza operare modifiche rispetto alla situazione preesistente e il rifacimento o la sostituzione dei cornicioni del condominio.

Ricordiamo che tutti questi interventi non richiedono alcun inoltro di domande al Comune.

Mentre bisogna presentare una Comunicazione lavori semplice per l’installazione di un impianto solare fotovoltaico a servizio di un’abitazione e per impianti solare termici per la produzione di ACS.

La Comunicazione di inizio lavori asseverata è necessaria per i seguenti interventi:

. interventi sulle coperture e sui tetti per l’isolamento termico;

. nuova costruzione o rifacimento dei balconi esterni con materiale e caratteristiche diverse dal preesistente;

. intonaci e tinteggiature esterne con modifica di colore e di materiali;

. nuova installazione o sostituzione di gronde o sistemi per lo scolo delle acque anche con materiali e caratteristiche diverse dal preesistente;

. porte e serramenti per esterni con caratteristiche di trasmissione termica;

. nuove aperture interne;

. ascensori e montacarichi esterni possono essere installati o sostituiti con nuovi impianti rispondenti alla legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche.

 

 

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La chiusura a vetrate di terrazze o balconi comporta una variazione della consistenza originaria dell’unità immobiliare quindi, tale variazione deve essere dichiarata in Catasto entro 30 giorni dalla sua ultimazione. Il locale ottenuto viene considerato un accessorio diretto della abitazione al pari di un ripostiglio, corridoio, piccolo vano etc.

Ed in caso di condominio bisogna effettuare una revisione dei millesimi?

La riforma del condominio prevede la possibilità di modificare le tabelle millesimali solo se l’innovazione è di vasta portata cioè l’alterazione deve superare il quinto del valore proporzionale dell’unità immobiliare. Perciò la chiusura del balcone non può considerarsi una innovazione di vasta portata e quindi il condominio non deve procedere alla revisione dei millesimi.

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Il caos normativo che investe la Certificazione Energetica è ampio, Roma vorrebbe imporre un’unica normativa ma, grazie alla clausola di cedevolezza che consente alle Regioni di intervenire in materia e, qualora lo facciano, la loro normativa prevale su quella ministeriale, abbiamo Regioni che seguono la normativa nazionale ed altre che hanno la propria legge regionale.

Seguono la normativa nazionale: ABRUZZO – BASILICATA – CALABRIA – CAMPANIA – FRIULI VENEZIA GIULIA – LAZIO -  MARCHE – MOLISE – PUGLIA – SARDEGNA – SICILIA – UMBRIA E VENETO.

Hanno la propria normativa: PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO – EMILIA ROMAGNA – LIGURIA – LOMBARDIA – PIEMONTE – TOSCANA – PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO – VALLE D’AOSTA.

E’ d’obbligo quindi verificare, prima di erigere una certificazione energetica,  la normativa in vigore.

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In quale categoria catastale rientra un appartamento adibito sia ad abitazione principale che, in parte, a studio professionale?

L’uso promiscuo di un appartamento non influisce sulla sua categoria catastale perché essa si riferisce all’intero immobile e non ai singoli locali (vani). Quindi la categoria è quella delle abitazioni ovvero A/2, A/3 etc. Inoltre non occorre effettuare nessuna comunicazione al Catasto ma, in sede di dichiarazione dei redditi si potrà dedurre solo il 50% della rendita catastale dell’immobile in quanto dalla Partita Iva risulterà che l’attività si svolge nel proprio appartamento.

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Dal 15 gennaio 2014 anche la Regione Lombardia ha adottato il nuovo attestato APE. Tutti i titoli di studio previsti dal DPR 75/2013 sono riconosciuti idonei per l’accreditamento all’abilitazione di Certificatore Energetico degli edifici. Ma oltre al titolo di studio conseguito e all’iscrizione al Collegio o Ordine professionale, la partecipazione allo specifico corso di formazione, con superamento dell’esame finale, rimane un requisito imprescindibile per coloro che chiederanno di essere accreditati per svolgere l’attività di Certificazione Energetica in Lombardia.

Nella delibera viene inoltre modificata la definizione di “Impianto Termico” che diventa:

Impianto Termico: impianto tecnologico destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato. Sono compresi negli impianti termici, gli impianti individuali di riscaldamento. Non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante ; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focalare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 5 kw. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate.

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E’ il nuovo modulo realizzato dall’Agenzia delle Entrate per la “REGISTRAZIONE LOCAZIONI IMMOBILI” e sarà attivo a partire dal 3 febbraio 2014.

Con Rli si potrà registrare i contratti di affitto e locazione di immobili o comunicare eventuali proroghe, cessioni e risoluzioni. Rli può essere anche uilizzato per esercitare l’opzione o la revoca della cedolare secca, trasmettere i dati catastali dell’immobile affittato ed allegare una copia del contratto con eventuali documenti come mappe, planimetrie, visure etc.

Rli sarà scaricabile gratuitamente dal sito web dell’Agenzia delle Entrate; per la sua trasmissione si utilizzarà il software “Contratti di locazione e affitto di immobili” sempre disponibile sul sito dell’Agenzia.

Il Modello Rli sostituisce il Modello 69 che comunque rimarrà in vigore sino al 31 marzo 2014.

 

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