Archivio per novembre 2014 | Pagina di archivio mensile

bollo-autoLa Tassa Automobilistica regionale – bollo auto – si prescrive nel terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento. Si tratta di un termine previsto espressamente dalla legge nazionale che pertanto non può essere modificato dalle singole Regioni.

Decorsi i tre anni, senza che Equitalia abbia agito per la riscossione del dovuto il diritto di pretendere il pagamento del bollo si estingue.

Tuttavia, per verificare se il bollo è effettivamente prescitto occorre accertarsi se prima della cartella siano stati notificati altri atti, per esempio avvisi di debito con diffida al pagamento.

Eventuali atti notificati prima della cartella sono infatti idonei ad interrompere il termine di prescrizione che ricomincia a decorrere dalla data di notifica.

Per far valere il vizio di prescrizione è consigliabile presentare un’istanza in autotutela ad Equitalia con cui si chiede la sospensione della relativa cartella illegittima. Il modello di istanza e le istruzioni sono reperibili sul sito ufficiale di Equitalia.

 

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asteL’interrogativo di chiunque  abbia subito il pignoramento e la messa all’asta della casa, attraverso una procedura intrapresa dal tribunale, è quello di sapere quando, con precisione, dovrà abbandonare l’immobile.

In realtà non esistono ragioni di urgenza per pensare che, dopo l’avvio di un pignoramento, si debba necessariamente lasciare l’abitazione. Al contrario, la procedura civile concede al debitore tutto il tempo per regolare i propri affari e trovare una soluzione alternativa ove andare a vivere.

Vediamo, dunque, qual’è tutta la procedura, al fine di comprendere meglio i singoli passaggi e avere un quadro chiaro di cosa si profila al soggetto esecutato.

La vendita all’asta di un’abitazione è solo l’ultimo degli atti che vengono presi a termine della procedura di pignoramento immobiliare. Questa si conclude con il decreto di trasferimento dell’immobile che viene effettuato dal giudice dell’esecuzione a favore dell’aggiudicatario cioè della persona che ha provveduto al pagamento del prezzo di vendita e si è aggiudicata il bene espropriato.

Con il decreto di trasferimento, il giudice trasmette dunque direttamente la proprietà dell’immobile venduto all’asta all’aggiudicatario, il quale diviene a tutti gli effetti proprietario esclusivo dell’abitazione.

Nel decreto di trasferimento, il giudice  inserisce inoltre l’ingiunzione al debitore di lasciare libero l’immobile se è da quest’ultimo ancora occupato.

Infatti il decreto di trasferimento è  già di per se un titolo esecutivo perchè è un atto che può essere subito utilizzato da parte dell’aggiudicatario per ottenere l’immediata liberazione dell’immobile da parte del debitore che continua a occupare l’immobile.

 

Fonte: La Legge per Tutti

 

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asta1 In questi giorni abbiamo ricevuto numerose domande in relazione al quesito: se il ricavato della casa pignorata e messa all’asta è inferiore al credito della banca cosa succede per la somma rimanente?

Ci è sembrato opportuno approfondire, questo tema così importante per chi ha lo stesso  problema e cerca delle risposte, quindi:

se il ricavato della procedura esecutiva immobiliare è inferiore al credito della Banca e non copre, gli interessi legali, gli interessi di mora e tutte le spese per la procedura di pignoramento e vendita all’asta si rimane comunque debitori nei confronti della Banca, che per rientrare completamente del credito potrebbe procedere con ulteriori pignoramenti qualora ci siano altri beni o garanzie pignorabili (fidejussioni). In caso contrario, ovvero, se non ci fossero altri beni pignorabili la procedura si conclude con la perdita da parte della Banca della somma rimanente.

 

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rendita-catastale

La rendita catastale è un elemento molto importante perchè influisce su aspetti come il valore catastale e le diverse modalità di tassazione legate al possesso di immobili. L’entrata in vigore della Riforma del Catasto ha introdotto nuove norme di calcolo della rendita catastale così da adeguarla ai nostri tempi.

Calcolo della Rendita Catastale

In termini tecnici, la rendita catastale è il valore che viene attribuito agli immobili. Solitamente viene calcolato moltiplicando la dimensione dell’immobile espressa in mq per il valore stabilito dalle tariffe d’estimo dell’Agenzia delle Entrate.

Questo valore, in particolare viene attribuito automaticamente dall’Agenzia delle Entrate ed è basato su un algoritmo formato da elementi diversi come: il Comune di appartenenza, la Classe di merito dell’immobile, la Categoria catastale etc.

E’ possibile sapere la Rendita Catastale del proprio immobile?

Si, con una semplice moltiplicazione è possibile sapere la rendita catastale del proprio immobile, basta avere il suo valore d’estimo e la sua metratura. Se non si è a conoscenza di questi dati ci si può affidare ai Servzi Online messi a disposizione dal nostro sito Visureenonsolo.it

Visureenonsolo mette a disposizione numerosi servizi legati al Catasto. Scoprili nell’area dedicata o contattaci, ti sapremo dare ogni tipo di informazione al riguardo.

 

 

 

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conservatoria

La Conservatoria dei Registri Immobiliari è un particolare Ente che conserva tutti gli atti relativi a:

. compravendite immobiliari;

. locazioni;

. passaggi di proprietà;

. ipoteche.

Il suo ruolo è permettere la consultazione di questi documenti a chi ne fa richiesta, presso gli uffici oppure online, dietro pagamento di un corrispettivo.

A partire dal 1999 la Conservatoria dei Registri Immobiliari è stata informatizzata a livello nazionale  per cui non è più necessario recarsi agli Uffici provinciali di competenza per richiedere alcuni documenti ma questi possono essere richiesti direttamente online sul sito Conservatoria.it o avvalersi dell’aiuto di Visureenonsolo.it.

I servizi che possono essere richiesti sono:

. ispezioni ipocatastali;

. pregiudizievoli da conservatoria;

. richerche nella conservatoria a livello nazionale;

. ispezioni a livello nazionale;

. ricerca e rilascio delle copie conformi degli atti notarili depositati;

. Visure e Certificati Catastali.

La comodità dei servizi online sta nel fatto che dopo pochi minuti dalla richiesta del documento questo viene inviato automaticamente nella posta elettronica del richiedente senza la necessità di doversi spostare da casa.

 

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Quando si vuole ristrutturare un’abitazione bisogna tener presente tutta una serie di fattori interni ed esterni; andiamo ad analizzare i cinque principali elementi da analizzare:

1. la superficie utile

Per capire qual’è  la superficie utile, quella calpestabile ossia quella da poter sfruttare, è necessario dotarsi di un metro ed effettuare le dovute misure; solo così si potrà conscere effettivamente quanti sono i m2 utilizzabili.

2. Il progetto di sviluppo

Per capire quanto e come è possibile modificare gli ambienti interni di una casa è necessario tener ben presente la posizione di alcuni elementi come le finestre o la porta di ingresso.

3. Elementi fissi

All’interno dell’abitazione ci sono alcuni elementi che non possono essere spostati o eliminati, i muri portanti ad esempio, ma anche le tubature. tenere conto di tutti questi fattori è indispensabile per realizzare un progetto di ristrutturazione.

4. Problemi di conservazione generale

Ci sono poi i problemi di conservazione generale che non possono essere risolti con una semplice ristrutturazione; si tratta ad esempio dei difetti strutturali.

5. Distribuzione equilibrata

Quando si vuole ristrutturare casa, al di là delle proprie aspirazioni e dell’interesse per progetti più avvenieristici, quello che è davvero importante è puntare a una distribuzione equilibrata degli ambienti. Ci sono poi casi particolari, ma in genere un’abitazione deve essere armoniosa e funzionale.

Acquistare una vecchia casa e ristrutturarla completamente permette di risparmiare un pò di denaro e di vedere soddisfatti i propri desideri a patto che si rispettino alcune regole e si faccia attenzione ad alcuni aspetti importanti.ristrutturazione

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disdetta1Nei contratti di locazione ad uso abitativo con formula 4+4 anche il locatore ha la possibilità di recedere anticipatamente dal contratto di affitto. La revoca può avvenire solo in occasione della scadenza del primo quadriennio per specifici motivi indicati nella legge n. 431/98 mentre per le successive scadenze quadriennali i requisiti richiesti dalla legge decadono.

I motivi per cui il proprietario può inviare disdetta anticipata all’inquilino sono:

a) quando il locatore intenda destinare l’immobile ad uso abitativo, commerciale, artigianale o professionale proprio, al coniuge, ai genitori, ai figli o a parenti entro il secondo grado;

b) quando il locatore, persona giuridica, società o ente pubblico o comunque con finalità pubbliche, sociali intenda destinare l’immobile all’esercizio delle attività dirette a perseguire le predette finalità ed offra all’inquilino altro immobile idoneo e di cui il locatore abbia la piena disponibilità;

c) quando il conduttore abbia la piena disponibilità di un alloggio libero ed ideoneo nello stesso Comune;

d) quando l’immobile sia compreso in un edificio gravemente danneggiato che debba essere ricostruito o del quale debba essere assicurata la stabilità e la permanenza del conduttore sia di ostacolo al compimento di indispensabili lavori;

e) quando l’immobile si trovi in uno stabile del quale è prevista l’integrale ristrutturazione, ovvero si intenda operare la demolizione o la radicale trasformazione per realizzare nuove costruzioni, ovvero, trattandosi di immobile sito all’ultimo piano, il proprietario intenda eseguire sopraelevazioni a norma di legge e per eseguirle sia indispensabile per ragioni techiche lo sgombero dell’immobile stesso;

f) quando, senza che si sia verificata alcuna legittima successione nel contratto, il conduttore non occupi continuativamente l’immobile senza giustificato motivo;

g) quando il locatore intenda vendere l’immobile a terzi e non abbia la proprietà di altri immobili ad uso abitativo oltre a quello eventualmente adibito a propria abitazione. In tal caso al conduttore è riconosciuto il diritto di prelazione, da esercitare con le modalità di cui è prevista la legge n. 392 del 27 luglio 1078.

Come comunicare la disdetta

La disdetta deve essere conunicata tramite raccomandata a r. all’inquilino, non è necessario utilizzare una particolare formula nella lettera basta che sia chiarao l’intento rescissorio.

 

Fonte: Idealista.it

 

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