Archivio per dicembre 2015 | Pagina di archivio mensile

Natale 2015

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2015
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Che la magia di questo santo Natale Vi porti serenità, gioia, affetto e amore.
Buon Natale
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Leasing_immob

Dal prossimo anno uno strumento in più potrebbe consentire di “aggirare” le difficoltà nell’ottenere un mutuo per acquistare immobili, prima abitazione compresa;   il “leasing immobiliare”, già esistente, ma finora riservato alle aziende ed ora esteso alle persone fisiche da un emendamento alla legge di Stabilità, approvato in commissione bilancio alla Camera.

Come funziona il leasing immobiliare

La locazione finanziaria dell’immobile funziona esattamente come quella che siamo abituati a conoscere per automobili e macchinari. La banca o altro intermediario, presso la quale il soggetto interessato a entrare in possesso dell’abitazione, raccolgono le indicazioni di quest’ultimo e sottoscrivono l’obbligazione ad acquistare il bene (o, anche, a farlo costruire se ancora non esiste e vi siano tutti i permessi del caso).

La contro-obbligazione del soggetto, che assume il diritto di utilizzare l’immobile per un tempo predefinito, è il pagamento di un canone che tenga conto del prezzo d’acquisto (o di costruzione) e della durata del contratto. Al termine dello stesso starà a lui decidere se sborsare il corrispettivo per divenire effettivo proprietario dell’abitazione, una “maxirata finale” che si calcola scontando dalla cifra complessiva l’ammontare dei canoni pagati nel corso degli anni.

Vantaggi leasing immobiliare

Indubbi i vantaggi all’inizio: niente spese di istruttoria, né iscrizioni di ipoteche, dato che non viene concesso un vero e proprio finanziamento, niente notaio per il possibile futuro acquirente. Interverrà solamente in caso di effettivo riscatto finale.

Tra le altre caratteristiche favorevoli attribuite al leasing c’è quella di consentire un “finanziamento” (anche se il termine non è totalmente appropriato) pari al 100% del valore dell’immobile. Cosa non del tutto vera, perché di solito si configura anche con una rata iniziale, che varia tra il 10 e il 30 per cento del prezzo pagato dall’intermediario acquirente. Somma di cui occorre disporre, dunque, per poter entrare nell’immobile.

Deducibilità leasing immobiliare

Vantaggi ci sono anche in tema fiscale. In particolar modo per gli under 35 con redditi sotto i 55mila euro, per i quali i canoni sono deducibili ai fini Irpef nella misura del 19% fino a 8mila euro l’anno e il riscatto finale fino a 20mila euro.

Svantaggi del leasing

Svantaggioso è, invece, l’orizzonte temporale. Negli ultimi anni i mutui sono diventati pressoché per la vita, con durate trentennali o, addirittura, quarantennali. La locazione finanziaria non supera i 20 anni, ma generalmente si attesta tra i 12 e i 15 anni. Questo significa pagamenti (mensili, ma più spesso bimestrali o trimestrali) più elevati. Durate più lunghe, inoltre, farebbero di sicuro perdere il confronto, sotto il profilo economico, con un mutuo.

Leasing o mutuo?

Con i tassi fissi ai minimi storici è difficile prevedere uno spostamento in massa verso il leasing. Ma potrebbe comunque essere una soluzione per chi proprio non ha i requisiti in regola per un mutuo ma è sicuro della sua solvibilità futura e tornare utile anche per altri, in differenti fasi di mercato.

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imu-tasi15Domani 16 dicembre scade la seconda rata del 2015 per Tasi e Imu: una scadenza che sarà anche l’ultima in assoluto prima delle nuove esenzioni in arrivo con la Legge di Stabilità. Ecco un elenco dell 10 cose che bisogna assolutamente sapere prima della scadenza Tasi e Imu.

Tasi e Imu in scadenza

Prima di tutto, è bene sapere che le aliquote in base alle quali andrà fatto il pagamento variano da Comune a Comune. Moltissimi sono i contribuenti spaesati dalle mille indicazioni. Niente panico: ecco le 10 cose da sapere sulla scadenza Tasi e Imu del 16 dicembre 2016!

  1. A differenza dell’Imu, sono soggette alla Tasi tutte le abitazioni principali e le loro pertinenze (per abitazione principale si intende l’immobile in cui il proprietario e il suo nucleo familiare hanno la residenza anagrafica e dimorano abitualmente, nonché le relative pertinenze).
  2. Sull’abitazione principale e sulle relative pertinenze (escluse le categorie A/1, A/8 e A/9) si paga solo la TASI e non l’IMU; l’esenzione dal pagamento dell’IMU si applica nel limite di una pertinenza per ciascuna categoria catastale (C2, C6, C7) anche se accatastate unitamente all’abitazione.
  3. Per le abitazioni A1, A8 e A9 vale la detrazione di euro 200 prevista per l’abitazione principale che potrà anche essere aumentata dai regolamenti comunali.
  4. Il Comune può considerare abitazione principale l’immobile posseduto a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili residenti in istituti di ricovero o sanitari purché non data in locazione, oppure l’immobile posseduto a titolo di proprietà o usufrutto da cittadini italiani non residenti in Italia purché non locato o concesso in comodato a parenti in linea retta, entro il primo grado (genitori–figli) che utilizzano il suddetto immobile come abitazione principale per la sola quota di rendita non eccedente 500€, oppure se il comodatario appartiene a un nucleo familiare con un Isee non superiore a 15.000€ annui. In questi casi non va pagata l’IMU ma solo la TASI.
  5. L’Imu non si applica alle unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari; ai fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali ex dm 22/4/2008; alla casa coniugale assegnata all’ex coniuge a seguito di provvedimento di separazione o annullamento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.
  6. Per gli immobili posseduti a titolo di proprietà/usufrutto da italiani non residenti in Italia nel 2015, si applica la Tasi in misura ridotta di 2/3.
  7. I pensionati residenti all’estero e proprietari di più abitazioni in Italia, possono scegliere l’immobile su cui far valere l’agevolazione per l’abitazione principale attraverso la presentazione della dichiarazione Imu /Tasi barrando il campo “Esenzione”.
  8. Per gli immobili dati in affitto, la TASI si ripartisce tra padrone di casa e conduttore nella misura stabilita dal Comune: all’inquilino spetta una percentuale compresa fra il 10 e il 30% dell’ammontare complessivo della Tasi, mentre la restante parte è corrisposta dal proprietario.
  9. Per calcolare la Tasi correttamente, è possibile richiedere una visura catastale  su Visureenonsolo. La visura viene eseguita con accesso on line al Catasto e mette in evidenza la rendita catastale, il valore numerico da utilizzare per il calcolo della Tasi. Oltre al valore della rendita catastale, rileva i dati degli intestatari catastali dell’immobile con le relative quote di proprietà, indispensabili per la suddivisione del pagamento della TASI, i dati catastali dell’immobile e la categoria, la superficie ed i metri quadri.
  10. Anche ai fini del calcolo Imu, è possibile richiedere una visura catastale. Nella visura viene evidenziato  il valore della rendita catastale da utilizzare come riferimento per il calcolo delle tassazioni legale all’immobile, IMU (Imposta Municipale Unica), TARI (la tassa sui rifiuti) e TASI (la tassa sui servizi indivisibili). I dati contenuti sono: dati catastali, superficie catastale e metri quadri, classe e categoria, rendita catastale, soggetti intestatari della ditta catastale e quote.

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