Archivio per maggio 2016 | Pagina di archivio mensile

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In sede di rogito di un mutuo, il notaio non può limitarsi a riportare, sull’atto pubblico, la volontà delle parti a redigere l’atto pubblico, ma deve effettuare, prima, tutte le visure nei registri immobiliari e i controlli necessari per verificare che sul bene possa essere regolarmente iscritta l’ipoteca e, quindi, sia “libero” da altri impedimenti o formalità.

La giurisprudenza è unanime nel ritenere la responsabilità professionale del notaio in caso di mancata predisposizione delle “relazioni preliminari notarili” diffuse nella prassi bancaria nell’ambito dell’istruttoria anteriore alla concessione di mutui. Il notaio deve svolgere, in modo diligente, tutte le attività accessorie e successive per il conseguimento del risultato effettivo voluto dalle parti, ossia l’erogazione del mutuo dietro concessione di ipoteca sull’immobile.

Tra tali attività preparatorie che competono al notaio rientrano certamente la visura catastale, la planimetria catastale (solo per i fabbricati), l’estratto di mappa (solo per i terreni)  e la visura ipotecaria documenti necessari per la corretta identificazione del bene e la verifica che lo stesso sia libero da pesi, vincoli e gravami che possano compromettere l’operazione, come ad esempio, precedenti ipoteche.

In caso di concessione di un mutuo da parte della banca al proprio cliente, nei compiti propri del notaio rientrano, non solo la stipula dell’atto pubblico, ma anche la verifica della libertà del bene e la corretta valutazione e interpretazione delle visure dei registri immobiliari: ciò onde consentire la corretta informazione del cliente sulla convenienza dell’atto da rogitare.

Il notaio, dunque, non può limitarsi all’accertamento della volontà delle parti e alla stesura e compilazione dell’atto, ma deve altresì provvedere alle attività preparatorie e successive, necessarie perché sia assicurata la serietà e certezza dell’atto giuridico da rogarsi e la sua attitudine a conseguire lo scopo voluto dai contraenti.

Se non adempie a tali obblighi, il notaio è responsabile non solo verso il mutuatario, ma anche verso la banca.

 

Fonte: La legge per tutti

 

 

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Ecco un piccolo vademecum per tutte le persone che hanno riscontrato errori sulla visura catastale o sulla planimetria catastale online A chi non è capitato di richiedere una visura per un immobile e di notare difformità con i dati forniti per lo stesso immobile da una planimetria? Visure e planimetrie sono documenti molto diversi. La visura fornisce i dati identificativi dell’immobile (sezione, foglio, particella e subalterno, che servono a rintracciare il luogo in cui l’immobile si trova fisicamente, sulla base degli schemi catastali), l’indirizzo, i dati anagrafici del proprietario (e di eventuali usufruttuari o nudi proprietari, se la proprietà è condivisa e la visura è una visura per immobile lo segnalerà), e i dati cosiddetti “di classamento”. I dati di classamento indicati dalla visura catastale online corrispondono a categoria, classe, numero di vani e/o metri quadri, zona censuaria ed eventuale microzona – se presente per il catasto -, consistenza, rendita e reddito dominicale per i terreni.

La planimetria catastale online invece, altro non è che un disegno, una piantina. Piantina che rappresenta graficamente  gli spazi interni dell’immobile. Ad un primo sguardo, in presenza di una planimetria catastale è possibile distinguere la distribuzione interna dei vani dell’appartamento, e individuare dove si trovano le camere, la cucina, il soggiorno, i bagni e persino eventuali pertinenze dell’unità immobiliare, quali cantine, ripostigli, cantinole e giardini. In secondo luogo la planimetria riporta i dati catastali (proprio come la visura catastale online) e altri dati tecnici, quali ad esempio l’altezza dei vani, le varie destinazioni dei locali, l’orientamento dell’immobile rispetto al nord e l’indicazione del piano dell’unità abitativa.

È possibile che talvolta i dati catastali indicati da visura e planimetria non corrispondano. Come procedere in questi casi?

Per tutti gli utenti con credenziali già registrate sulle piattaforme Entratel o Fisconline, l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione uno sportello online che permette la correzione degli errori che non richiedono l’intervento diretto di un perito. Le planimetrie catastali fanno casistica a sé, richiamando praticamente sempre l’intervento di un professionista per la verifica della corrispondenza con lo stato di fatto. Se l’errore riguarda però inesattezze circa i dati del proprietario dell’immobile (nominativo o codice fiscale errati, luogo e data di nascita errati ecc) sia su visura che su planimetria, è possibile presentare richiesta di correzione tramite il Contact Center dell’Agenzia delle Entrate. L’utente dovrà trovarsi in possesso dell’atto notarile di acquisto (o un altro atto pubblico), oppure della dichiarazione di successione, la domanda di voltura catastale, o, se presente, di una copia della denuncia di nuova costruzione o di variazione, così come presentate al Catasto. Se invece l’errore riportato dalla visura riguarda più direttamente i dati dell’immobile o altro (es: variazioni nel numero di vani o dei metri quadrati dichiarati dell’unità), sarà necessario essere in possesso dell’identificativo catastale dell’immobile e gli estremi di uno dei seguenti documenti: atto notarile di acquisto, dichiarazione di successione, una denuncia al catasto per nuova costruzione o di variazione (e tutti gli altri eventuali documenti che possano aiutare ad attestare le avvenute variazioni).

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1.  Cos’è una visura Pra?

Una Visura Pra è un documento ufficiale, contenente tutti i dati relativi ad un veicolo immatricolato nel Pubblico Registro Automobilistico. I dati forniti da tale documento sono molteplici e possono essere suddivisi in questo modo:
-   Informazioni di natura tecnica sul veicolo (numero di targa, numero di telaio, data di immatricolazione, numero di cilindrata, KW, tipo di alimentazione, ecc)
-   Informazioni sul proprietario del veicolo: dati anagrafici del proprietario (nome e cognome del proprietario, indirizzo di residenza, data e comune di nascita, codice fiscale) o dati anagrafici del conduttore, in caso di leasing.
-   Informazioni su eventuali gravami o ipoteche sul veicolo, con relativi dati anagrafici degli attori etc.

2.  Come è possibile ottenere una visura pra?

E’ possibile ottenere una visura pra presso tutti gli uffici dell’Aci, anche se ormai è molto semplice acquistare le visure anche online. Per farlo è sufficiente essere in possesso del numero di targa o di telaio del veicolo per cui si desidera la visura e poter pagare con carta di credito o altro metodo di pagamento online. Le visure vengono inviate a mezzo posta elettronica e sono in tutto e per tutto identiche a quelle richieste presso l’ente ufficiale. Le visure pra sono documenti pubblici, ecco perchè possono essere richieste da chiunque e per sono fornite per tutti gli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi presenti nel PRA.

3.  Quando è consigliabile richiedere una visura pra?

La visura pra è indispensabile quando si deve accertare l’identità del proprietario di un veicolo (specialmente se usato) durante una compravendita, inoltre, è lo strumento migliore per verificare che su un veicolo non pesino gravami, ipoteche o procedure di fermo amministrativo. Un’auto sottoposta a fermo amministrativo non può circolare su strada, non può essere venduta e non può essere neppure demolita!

4.  Quali documenti servono per demolire un veicolo?

Solo il legittimo proprietario di un veicolo o un suo delegato – purchè munito di documenti e delega firmata – possono demolire un veicolo. I documenti necessari alla demolizione sono la Carta di Circolazione e il Certificato di proprietà del veicolo (in sua mancanza si deve presentare il Foglio Complementare) le due targhe e tutti quegli atti sostitutivi e ufficiali che potrebbero servire nel caso in cui la proprietà del bene è condivisa o messa in dubbio da condizioni particolari. Se i documenti ufficiali dell’auto sono stati smarriti o rubati, al demolitore va consegnata anche la dichiarazione e denuncia ufficiale fatta presso Polizia o Carabinieri.

5.  Che cos’è una visura cronologico proprietari? Quando si richiede?

La visura cronologico proprietari del Pra è un tipo particolare di visura che permette di conoscere informazioni più dettagliate sullo storico dei proprietari del veicolo. Mediante visura cronologico proprietari è possibile ricostruire la storia del veicolo dalla sua produzione al momento presente, venire a conoscenza di eventuali cambi di targa e proprietari e alcuni dati fiscali aggiuntivi sul veicolo.

6.  Quali sono le tempistiche per la registrazione di un passaggio di proprietà di un veicolo?

Il passaggio di proprietà di un veicolo deve essere comunicato al Pra entro e non oltre sessanta giorni dall’autentica della firma apposta sull’atto di vendita o di cessione. Se i sessanta giorni sono scaduti e l’atto non è stato ancora registrato, il Pra impone una sanzione per ritardato pagamento.

 

Fonte: Libero.it

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La risposta non sempre è affermativa: il divieto di mettere la casa all’asta, infatti, esistente in Italia dal 2013 per effetto del cosiddetto “decreto del fare”, è soggetto a una serie di condizioni e limiti. Cerchiamo di spiegarli in questa rapida scheda.

Solo se il creditore è Equitalia?

Innanzitutto non è vero dire che la prima casa è sempre impignorabile. Il divieto – quando sussistente – vale solo per Equitalia e non per tutti gli altri creditori. Pertanto, nel caso in cui a procedere siano altri soggetti privati come la banca, il fornitore, il vincitore di una causa, etc. questi può ipotecare e vendere la prima casa del debitore, anche se è l’unica, se vi risiede, se ha particolari difficoltà economiche o se ha disabilità. E ciò in ossequio al principio in base al quale ciascuno risponde dei debiti contratti con tutto il proprio patrimonio, presente e futuro.

“L’unica casa” e non “la prima casa”

L’unico divieto di pignoramento previsto dalla legge scatta solo se il creditore è Equitalia. Ma occorre, anche in questo caso, fare alcune precisazioni.

Non è vero, o meglio non è corretto, dire che “la prima casa” è impignorabile. Ciò porta erroneamente a pensare che non possa essere messo all’asta solo il primo immobile acquistato dal contribuente, mentre quelli “successivi al primo”  lo potrebbero essere e che il proprietario di più immobili può salvare solo il primo e non gli ulteriori. Non è questa, invece, la dizione corretta della legge.

Ciò che dice la legge è che non è pignorabile l’unica casa” del debitore. Solo se, infatti, il contribuente è proprietario di un solo immobile allora esso non gli sarà sottratto. Invece, se ha la titolarità di altri immobili – a prescindere dal come li abbia acquisiti: se con compravendita, donazione o eredità – la prima casa non è più “unica” e, quindi, diventa pignorabile, così come tutte le altre.

Questo, in ipotesi, significa anche che chi, avendo numerosi debiti con Equitalia, teme che l’esattore gli pignori la casa, non deve intestarsi altri beni immobili, a prescindere dall’uso, dalla destinazione e dall’accatastamento. Anche chi acquisti un minima quota in un altro immobile rende pignorabile la “prima casa”.

In sintesi: solo chi ha un solo immobile si può salvare. Chi ne ha più di uno, non salva né il primo, né gli altri.

I requisiti dell’unica casa

Non è ancora tutto. Affinché “l’unica casa” non possa essere pignorata da Equitalia è necessario inoltre che abbia determinati requisiti. Se non li ha, essa è pignorabile, anche se il contribuente non ha altro intestato. In particolare è necessario che la casa:

  • sia accatastata come civile abitazione (quindi è pignorabile l’unico immobile del debitore adibito però a studio professionale);
  • in essa il debitore abbia fissato la propria residenza (quindi è pignorabile l’unico immobile del debitore se questi non ci vive, ma lo ha dato in affitto);
  • l’immobile in questione non sia di lusso oppure iscritto nelle categorie catastali A8 (ville) e A9 (castelli).

Divieto di pignoramento ma non di ipoteca

In presenza di tutte le predette condizioni, la legge vieta solo il pignoramento della cosiddetta prima casa del debitore ma non anche l’iscrizione di un ipoteca. Equitalia, in particolare, può comunque iscrivere ipoteca anche in danno dell’unica casa del contribuente se il debito da questi accumulato, per cartelle esattoriali non pagate, supera 20mila euro. Sotto i 20mila euro, invece, non è possibile neanche l’ipoteca.

Ma a che serve l’ipoteca se il bene non si può pignorare?

L’ipoteca ha lo scopo di garantire una “preferenza” del creditore ipotecario, rispetto agli eventuali ulteriori creditori, sulla distribuzione del ricavato dalla vendita all’asta della casa.

Torniamo ora a Equitalia. Con la prima casa ipotecata, l’Agente della riscossione si garantisce la possibilità – qualora un altro creditore privato metta in vendita la casa del debitore (potendolo fare poiché questi non incontra i limiti che ha Equitalia) – di soddisfarsi sul ricavato. Infatti, il divieto per Equitalia è solo quello di avviare il pignoramento, ma non anche di partecipare a pignoramenti già avviati da altri creditori.

Quindi,  per fare un esempio, se Tizio è debitore della banca e di Equitalia ed entrambi hanno iscritto ipoteca, la casa potrà essere pignorata solo se ad agire è l’istituto di credito, ma in tale ipotesi Equitalia potrà “accodarsi” all’esecuzione forzata e partecipare alla distribuzione del ricavato.

Infatti la legge vieta a Equitalia di “dar corso all’espropriazione”, ossia di iniziare il procedimento di esecuzione forzata. Ma se ad iniziarlo sono altri creditori, Equitalia può inserirsi nella procedura.

Le cose cambiano di nuovo se il debitore, accordandosi con il creditore procedente ed estinguendo il suo credito, lascerà di nuovo sola Equitalia all’interno della procedura: l’Agente della riscossione non potrà più proseguire il pignoramento che, quindi, si estinguerà.

Come non farsi pignorare la “prima casa”

Alla luce di quanto abbiamo detto, ecco alcuni consigli utili per non farsi pignorare la casa:

  • trasferire la propria residenza sull’immobile che si vuole tutelare dal pignoramento di Equitalia;
  • non intestarsi altri beni immobili, anche per quote, a prescindere dal loro accatastamento;
  • se si vuole evitare anche l’ipoteca, tentare di ridurre il debito con Equitalia portandolo sotto i 20mila euro;
  • se si è debitori di altri soggetti diversi da Equitalia che hanno avviato il pignoramento, tentare di trovare un accordo con questi ultimi per estinguere la procedura anche nei confronti di Equitalia.

Se il debitore ha altri immobili di proprietà

Equitalia può procedere al pignoramento della “prima casa” nel caso in cui il contribuente:

  • sia proprietario anche di altri immobili;
  • oppure se l’unica casa è di lusso o non è accatastata come civile abitazione o non vi ha fissato la residenza.

In tutti questi casi, però, fermo restando che l’ipoteca si può iscrivere solo dopo i 20mila euro di debito, il pignoramento può scattare solo se il debito supera i 120mila euro.

Anche in questa ipotesi, quindi, per proteggere l’immobile, si può pensare di ridurre il debito con Equitalia portandolo solo i 120mila euro.

 

Fonte: La legge per tutti

 

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Per evitare interminabili code presso gli Uffici della Pubblica Amministrazione, il modo più rapido per ricevere una Visura è online. Ecco come.

È possibile effettuare una Visura Catastale online, sul nostro sito in pochi semplici passaggi! Tale ispezione si può fare non solo per le Visure del Catasto ma anche per la Conservatoria dei Registri immobiliari.

Il Catasto  rilascia esclusivamente certificati riportanti i dati identificativi di un immobile ai fini di classificazione fiscale, la Conservatoria invece registra tutti gli atti di trasferimento immobiliari nonché di costituzione di ipoteca o altri gravami come pignoramenti e sequestri organizzati per persona e rilascia, su richiesta, certificati che attestano la piena efficacia verso chiunque di un determinato atto immobiliare.

Al Catasto possiamo reperire visure solo degli immobili di cui il richiedente è intestatario, mentre in Conservatoria possono essere chieste ispezioni riguardanti soltanto gli atti in cui compaiono il richiedente e gli immobili di cui quest’ultimo è intestatario presso il Catasto.

È comunque necessario conoscere i dati catastali dell’immobile ossia foglio, particellae subalterno (per i fabbricati), o solamente foglio e mappale (per i terreni).

Se invece si vuol procedere in base a una persona fisica, per sapere quali beni sono intestati a quest’ultima, è necessario conoscere nome, cognome e codice fiscale del soggetto interessato. Se l’intestatario è, invece, una persona giuridica, si devono conoscere denominazione, codice fiscale e partita IVA dell’impresa.

In tutti e tre i casi, è importante specificare provincia, comune, e Conservatoria di interesse, per rendere univoca la ricerca.

Come effettuare una Visura Catastale online

I nostri servizi disponibili sono i seguenti:

Certificato catastale è il documento ufficiale che rappresenta i contenuti riportati negli atti catastali e nella ulteriore documentazione presente negli archivi dell’Agenzia.

Il certificato può riguardare:

– i dati identificativi e reddituali di terreni e fabbricati

– i dati anagrafici delle persone fisiche o giuridiche intestatarie dei beni immobili

– i dati grafici dei terreni (mappa catastale) e delle unità immobiliari urbane (planimetria)

– copia di tipi di frazionamento

– copia di elaborati planimetrici

– copie di interi fogli di mappa del catasto terreni.

Inoltre potete richiedere:

Visura per immobile attuale per l’unità immobiliare selezionata completa dei cointestati;

- Visura per immobile storica per l’unità immobiliare selezionata senza la specifica dei cointestati;

- Visura della mappa per la particella terreni selezionata;

- Visura planimetrica per l’unità immobiliare urbana selezionata;

Ispezione ipotecaria per l’unità immobiliare selezionata e il soggetto: il risultato della ricerca è l’elenco delle formalità (trascrizioni, iscrizioni ed annotamenti) nel quale il soggetto compare a favore o contro relativamente all’immobile selezionato; da questo elenco è possibile consultare le singole note. Dall’elenco sono escluse le iscrizioni e le trascrizioni delle domande giudiziali, dei pignoramenti e dei sequestri eseguite “A favore” del richiedente e le annotazioni a queste correlate.

Il certificato catastale viene rilasciato dagli Uffici provinciali – Territorio, con esclusione delle sedi di Trento e Bolzano, nelle quali il servizio è gestito dalle rispettive Province autonome.

Certificato ipotecario è il documento rilasciato dal conservatore dei registri immobiliari che contiene la copia conforme delle trascrizioni/iscrizioni/annotazioni o l’attestazione che non ve ne è alcuna.

Il certificato ipotecario generale comprende le copie di tutte le note che risultano dall’ispezione cartacea e/o telematica nelle quali è presente il soggetto per il quale è richiesto; il certificato ipotecario speciale, invece, contiene le copie delle note relative a un soggetto limitatamente a uno o più immobili specificati.

Il certificato, generale o speciale, si richiede presso i Reparti Servizi di pubblicità immobiliare degli Uffici provinciali – Territorio, per esempio, nelle procedure di assegnazione di case popolari o di pignoramento ed esproprio.

E’ anche possibile ottenere la copia di tutte le note e dei soli titoli che sono depositati presso l’ufficio in originale o i cui originali sono depositati negli atti di un notaio o in un pubblico archivio fuori della circoscrizione del tribunale nella quale ha sede l’ufficio.

I documenti prodotti sono tutti in formato PDF e riportano nell’intestazione rispettivamente la frase “Visura telematica esente al titolare di diritti reali” o “Ispezione telematica esente al titolare di diritti reali”.

Ricordiamo, infine, che se si dovessero riscontrare degli errori nella banca dati catastale (per esempio, errata indicazione della persona a cui è intestato l’immobile, dati degli immobili errati, ecc.) è possibile contattare il nostro ufficio per effettuare la correzione.

Ispezione ipotecaria

L’ispezione ipotecaria permette la consultazione dei registri, delle note e dei titoli depositati presso i Servizi di pubblicità immobiliare dell’Agenzia.

L’ispezione può riguardare ogni nominativo censito e viene richiesta presso gli uffici provinciali – Territorio con esclusione delle sedi di Trento e Bolzano, nelle quali il servizio è gestito dalle rispettive Province autonome.

Con le ispezioni ipotecarie è possibile visionare informazioni riguardanti le tipologie di formalità presenti nella banca dati ipotecaria: le trascrizioni, le iscrizioni e le annotazioni.

Planimetria catastale

La planimetria catastale è il disegno tecnico, di norma in scala 1:200, di un’unità immobiliare registrata in Catasto, da cui è possibile desumere, in conformità alle regole catastali, contorni, suddivisione e destinazione dei locali interni, dati metrici e altre informazioni.

Visura catastale

La visura catastale è la consultazione degli atti e dei documenti catastali. In particolare, lavisura permette di acquisire:

– i dati identificativi e reddituali dei beni immobili (terreni e fabbricati)

– i dati anagrafici delle persone, fisiche o giuridiche, intestatarie dei beni immobili

– i dati grafici dei terreni (mappa catastale) e delle unità immobiliari urbane (planimetrie)

Superfici catastali degli immobili

A partire dal 9 novembre 2015, le visure delle unità urbane a destinazione ordinaria, iscritte in catasto e corredate di planimetria, contengono anche la superficie dell’immobile (calcolata sulla base di quanto stabilito dal Dpr 138/1998: “Regolamento per la revisione delle zone censuarie e delle tariffe d’estimo in esecuzione alla Legge 662/96”).

L’intestatario può richiedere di rettificare il dato sulla superficie catastale dell’immobile oppure,  qualora questo dato non fosse presente negli archivi del Catasto, di inserirlo associandolo a una planimetria già esistente in banca dati.

 

 

 

 

 

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