Archivio per dicembre 2016 | Pagina di archivio mensile

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Per sapere se una persona ha intestato uno o più immobili è necessario effettuare una verifica presso la Conservatoria dei Registri immobiliari, oggi chiamata anche Ufficio del Territorio: con essa si può sapere facilmente, partendo dal nome e cognome e data di nascita del soggetto da ispezionare, quali case, terreni, appartamenti, ville e altri immobili ha intestato.

 Come chiedere una visura ipotecaria in Conservatoria

L’accesso alla Conservatoria è aperto a chiunque: pertanto non ci sono limiti alla possibilità di conoscere quali e quanti sono gli immobili intestati a un determinato soggetto, anche se quest’ultimo è un estraneo che non ha alcun rapporto con il richiedente. Questo consente, ad esempio, al creditore  di conoscere, in tempo reale ed a costi particolarmente bassi, tutte le proprietà immobiliari di qualsiasi cittadino. La condizione, ovviamente, è che l’immobile si trovi all’interno del territorio italiano.

Per conoscere tali dati è necessario richiedere una visura ipotecaria. Per prima cosa, dunque, bisogna recarsi presso la Conservatoria dei Registri immobiliari, oggi accorpata all’Ufficio del Territorio presso l’Agenzia delle Entrate e richiedere una visura ipotecaria. La visura ipotecaria ci dirà se, ad esempio, il sig. Rossi possiede una o più case, fabbricati, appartamenti, terreni, ville, etc.

Per avere la visura è necessario fornire il nome, cognome, luogo e data di nascita del soggetto da ispezionare.

La Conservatoria dei Registri immobiliari è un registro aggiornato in tempi brevissimi grazie alla collaborazione dei notai i quali, ogni volta che effettuano un atto pubblico di trasferimento di un immobile, devono obbligatoriamente aggiornare la Conservatoria nel più breve tempo possibile.

Come sapere a chi è intestato un immobile

Sempre presso la Conservatoria dei Registri immobiliari è possibile procedere anche all’operazione opposta: ossia, partendo dagli estremi di un immobile (dati catastali) risalire al suo proprietario e a tutti gli atti che hanno riguardato detto immobile (ad esempio, trasferimenti, donazioni, etc.), risalendo alle relative parti (venditore/acquirente, donante/donatario, etc.). Per conoscere tali dati è necessario, anche in questo caso, farsi rilasciare una visura ipotecaria. A tal fine, dunque, ci si dovrà recare presso l’Ufficio del Territorio dell’Agenzia delle Entrate e fornire i dati suddetti per il rilascio del documento. In particolare, per sapere se una determinata persona è proprietaria di un bene bisogna chiedere la “trascrizione a favore”; invece per sapere se tale bene è stato venduto, ed a chi, è necessario chiedere la “trascrizione contro”.

La certificazione sul nominativo del titolare di un immobile può essere fornita anche dall’ufficio del Catasto che, tuttavia, non è attendibile come la Conservatoria.

 

Visto su: La Legge per Tutti

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estimi_catastali

Molte volte, prima di comprare casa o di effettuare una qualsiasi operazioni su un immobile, ci troviamo a dover effettuare varie pratiche al Catasto. Sentiamo quindi parlare di tariffe, estimo, classamento e così via. Ma cosa sono gli estimi catastali? Gli estimi catastali sono dei valori determinati dall’amministrazione, che servono per calcolare il reddito prodotto da un terreno o da un fabbricato.

In pratica, l’immobile iscritto in catasto viene registrato a seconda delle sue caratteristiche (produttività, utilizzo ecc.): dopo tale classificazione, vengono applicate le tariffe d’estimo, ossia coefficienti espressi in denaro: moltiplicando le tariffe per l’estensione del bene, otterremo il reddito prodotto da quest’ultimo (rendita catastale), fondamentale per il calcolo delle tasse da pagare (Imu, Irpef e così via).

Gli estimi catastali servono per calcolare la rendita di un immobile e, conseguentemente, per calcolare le tasse da pagare su quel bene. La rendita immobiliare non è altro che il reddito prodotto dall’immobile stesso, ossia la base su cui determinare l’importo effettivo del tributo. Per stabilire il valore di ogni unità immobiliare presente sul territorio italiano, ci si avvale appunto degli estimi catastali. Essi sono quindi delle stime realizzate a seconda della qualità del bene, della classe e della categoria cui lo stesso appartiene.

Alle operazioni di stima consegue la determinazione delle tariffe d’estimo, ossia di coefficienti che poi vanno moltiplicati per il numero di ettari del terreno o per i metri cubi del fabbricato. In questo modo si avrà il reddito prodotto dall’immobile, su cui poi applicare l’aliquota della specifica tassa da pagare. Le tariffe d’estimo sono determinate:

  • per i fabbricati, in base alla zona censuaria in cui sono ubicati, alla destinazione (cioè all’uso cui il bene è adibito) e alla tipologia;
  • per i terreni, in base alle colture praticate e alla produttività del fondo.

Per quanto riguarda i terreni, la determinazione delle tariffe d’estimo viene effettuata dopo un procedimento che include:

  • la qualificazione: si individua la qualità dei terreni in base alle colture praticate;
  • la classificazione: si classificano i fondi in base alla loro produttività;
  • il classamento: si inquadrano i terreni in specifiche categorie a seconda della qualità e della classe.

Dopodiché,  si determina la tariffa, ossia la rendita garantita da ogni ettaro di superficie. Moltiplicando il coefficiente per il numero degli ettari, si avrà il reddito prodotto dal terreno (la base imponibile dell’imposta da applicare). Le tariffe d’estimo si esprimono in denaro e sono stabilite in relazione ad uno specifico periodo (cosiddetta epoca censuaria). Esse sono quindi soggette a variazioni e aggiornamenti, come è avvenuto nel 2011, dopo l’introduzione dell’Imu.

 

Visto su: La Legge per Tutti

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