Archivio per giugno 2017 | Pagina di archivio mensile

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La voltura catastale è una procedura che ha il fine di comunicare all’Agenzia delle entrate il cambiamento nella titolarità di un diritto reale su un immobile: ad esempio, chi vende la propria casa, o la concede in usufrutto, è tenuto ad attivare la procedura per la voltura catastale e fare così in modo che l’Agenzia delle entrate possa aggiornare gli estremi catastali.

La voltura catastale dunque è necessaria dopo il trasferimento di un diritto reale su bene immobile: vediamo nel dettaglio i presupposti e le condizioni della voltura catastale.

Il presupposto della voltura catastale è che si sia modificata la titolarità di un diritto reale su un immobile. La voltura catastale, perciò, è necessaria quando:

  • viene trasferito per atto  (ad esempio per compravendita o per donazione) il diritto di proprietà o altro diritto reale su un bene immobile;
  • viene trasferito il diritto di proprietà o altro diritto reale su un bene immobile con un atto mortis causa quale il testamento, oppure quando il diritto reale sull’immobile viene a trasferirsi per effetto della successione legittima che – come noto – si attiva in caso di assenza di testamento;
  • viene trasferito il diritto reale sull’immobile per effetto di un decreto di trasferimento del Giudice dell’esecuzione o di sentenza.

In tutti questi casi quindi, poiché viene modificata la titolarità del diritto reale, è obbligatorio presentare la domanda di voltura catastale per far si che le autorità competenti mantengano il registro catastale in ordine ed aggiornato.

La voltura catastale è curata dall’Agenzia delle entrate sulla base della domanda di chi è obbligato a presentarla.

Sono obbligati a presentare domanda di voltura catastale i seguenti soggetti:

  • i privati cittadini quando la titolarità del diritto reale si modifica per effetto di una successione per causa di morte;
  • i privati cittadini in caso di riunione di usufrutto (che si verifica quando, alla morte dell’ultimo usufruttuario, nuda proprietà ed usufrutto si riuniscono mettendo fine all’usufrutto stesso);
  • il notaio, quando la titolarità del diritto reale si modifica in virtù di un atto che egli ha confezionato, ricevuto oppure autenticato;
  • il cancelliere del Tribunale, quando la titolarità del diritto reale si modifica per effetto della sentenza che ha provveduto a registrare;
  • i funzionari della Pubblica Amministrazione a ciò preposti, quando stipulano nell’interesse dell’ente cui appartengono un atto che modifica la titolarità del diritto reale.

Se uno di questi soggetti tenuti a presentare la domanda di voltura catastale non adempie al proprio dovere, è soggetto a sanzione amministrativa pecuniaria.

La voltura catastale è importante perchè, grazie all’aggiornamento del catasto, permette all’Amministrazione di richiedere il pagamento delle imposte sugli immobili ai soggetti che sono effettivamente  titolari dei diritti sugli stessi, evitando confusione.

È dunque importante che l’aggiornamento catastale sia tempestivo: la domanda di voltura catastale deve dunque essere presentata al più presto.

Precisamente, la domanda di voltura catastale va presentata all’Agenzia delle entrate competente per territorio entro trenta giorni dall’atto con il quale si è modificata la titolarità del diritto reale immobiliare.

La domanda di voltura catastale si presenta utilizzando i moduli presenti sul sito dell’Agenzia delle entrate.

La domanda voltura catastale, oltre ai moduli correttamente compilati e forniti di tutti i dati richiesti, necessita anche  dei seguenti documenti allegati:

  • copia semplice degli atti civili, giudiziari o amministrativi che danno origine alla domanda o delle dichiarazioni di successione (queste ultime devono essere corredate da copia della relativa documentazione annessa);
  • in caso di riunione di usufrutto si deve allegare una dichiarazione sostitutiva del certificato di morte.

La voltura catastale può servire anche per correggere errori nel catasto.

Può infatti accadere che non vi sia alcuna modifica nella titolarità di un diritto reale immobiliare ma che, per errore del funzionario o del sistema informatico, dalla visura catastale risulti che un cittadino è titolare di un diritto che non ha più oppure che non è titolare di un diritto che invece legittimamente aveva acquisito.

In questi casi si presenta domanda di voltura catastale proprio per correggere l’errore e, dunque, per far si che l’impianto catastale sia conforme al dato giuridico reale.

 

Visto su: La legge per tutti

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Big colorful city landscape with buildings

Se stai per comprare casa e vuoi sapere se sull’appartamento ci sono ipoteche o pignoramenti in corso hai la possibilità di avere questi dati liberamente, in poco tempo, da solo e senza che il proprietario possa opporsi, rivendicando una presunta violazione della propria privacy. Difatti, tutte le notizie relative ai passaggi di proprietà di immobili (case, terreni, etc.) nonché quelle relative ad eventi ad essi collegati  – ipoteche, pignoramenti o domande giudiziali volte ad accertare la proprietà del bene o a revocare una vendita o una donazione – sono pubbliche. Il luogo dove è possibile trovare tutte queste informazioni è il Registro Immobiliare tenuto presso l’Agenzia delle Entrate, ufficio del Territorio.

Per sapere se su un immobile c’è un pignoramento o un ipoteca devi  effettuare una ispezione ipotecaria. Perciò per verificare se la casa è stata pignorata basta andare all’Agenzia delle Entrate, Ufficio del territorio, con i dati catastali dell’immobile in questione. I dati possono essere forniti dal catasto, dal proprietario o dall’agenzia immobiliare. In genere si compongono, oltre che della città e della via ove si trova il bene, anche del numero di foglio, particella e relativo sub di accatastamento. Con questi dati, ci si può liberamente recare allo sportello e richiedere una visura ipotecaria. Da poco  è possibile la consultazione anche online, tramite il sito dell’Agenzia delle entrate o siti privati come visureenonsolo.it.

Ottenuto questo documento, dal costo modico, è possibile visionare tutte le informazioni riguardanti le tipologie di formalità presenti nella banca dati ipotecaria come trascrizioni, iscrizioni e annotazioni. In particolare:

  • le trascrizioni indicano tutti gli atti di trasferimento dell’immobile come vendite e donazioni. Grazie a questo campo è possibile risalire a chi era il precedente proprietario e a quelli ancora prima. L’acquirente/donatario è il soggetto “a favore” del quale avviene la trascrizione; il venditore/donante è il soggetto “contro” il quale avviene la trascrizione. Se la casa è oggetto di una causa, ciò risulta nel campo «trascrizioni»; le ipotesi potrebbero essere varie (si pensi alla lite tra due persone su chi è il proprietario dell’immobile, a un’azione revocatoria di una donazione, a una rivendicazione tra eredi, ecc.);
  • le iscrizioni indicano invece la presenza di eventuali ipoteche. Dunque se ti interessa sapere se sulla casa c’è un’ipoteca devi semplicemente chiedere una visura ipotecaria e verificare, alla voce «iscrizioni», se risultano formalità di questo tipo;
  • le annotazioni: qui vengono indicati (oltre ad eventuali cancellazioni di ipoteche) la presenza di pignoramenti immobiliari in corso; si tratta cioè delle famigerate vendite giudiziarie all’asta. Chiaramente se un immobile è soggetto a pignoramento, chi lo acquista non potrà poi opporre il suo titolo al creditore e verrà espropriato ugualmente. Quindi se ti interessa sapere se sulla casa c’è un pignoramento devi semplicemente richiedere una visura ipotecaria e verificare, alla voce «annotazioni», se risultano pignoramenti in corso.

Come abbiamo detto in apertura, tutti hanno diritto a sapere se su una casa ci sono pignoramenti o ipoteche: non sono dati coperti da privacy perché l’ordinamento mira a tutelare i trasferimenti immobiliari e l’acquirente, onde non farlo trovare dinanzi alla brutta sorpresa di aver comprato una casa ipotecata o pignorata. Tuttavia, poiché la banca dati dei registri immobiliari può contenere dati di natura sensibile e giudiziaria (come la presenza di una causa o i debiti di una persona che ha la casa ipotecata), chi ne viene in possesso per aver fatto una visura ipotecaria deve trattarli con la massima cura e diligenza: non può perciò pubblicarli, comunicarli a terzi o comunque trarne notizie per screditare il proprietario dell’immobile. Pertanto è bene sapere che l’uso improprio o contrario alle sue finalità di queste informazioni è punibile ai sensi di legge.

 

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Che cos’è?

Il rilievo è un’operazione tecnico-grafica che ha come scopo finale lo studio e la rappresentazione di edifici o terreni al fine di definirne confini, consistenza e distribuzione dei beni, utile per successive operazioni quali quelle di progettazione e di studio.

Le tre tipologie di rilievo sono:

  1. Il rilievo diretto (o rilievo metrico) è utilizzato nella maggior parte dei rilievi architettonici e risulta indispensabile nell’esecuzione di piante e sezioni di edifici. Viene effettuato con l’ausilio di strumenti di misura, quali metro, distanziometro laser, ecc.
  1. Il rilievo indiretto (o rilievo fotogrammetrico) è utilizzato nei casi in cui non è  possibile rilevare direttamente l’immobile o il terreno in oggetto. Viene      effettuato con l’ausilio di macchine da ripresa quali fotocamere e strumenti “restitutori” che permettono di estrapolare, dai fotogrammi di presa, dati e informazioni utili per la rappresentazione grafica dell’oggetto rilevato.
  1. Il rilievo strumentale (o rilievo topografico) è un metodo di rilievo complementare a quello diretto e a quello fotogrammetrico. È utilizzato per rilevamenti di precisione, per rilevare andamenti planimetrici di grande estensione e punti inaccessibili. È particolarmente utile nel rilievo urbano, per determinare l’andamento planimetrico e altimetrico delle strade, ed è indispensabile nel caso si debba collegare l’oggetto del rilievo al suo ambito      territoriale. Viene effettuato con l’ausilio di strumenti topografici, quali stazioni GPS, stazioni totali, tacheometri, livelli, distanziometri, etc.

A chi serve?

Il rilievo è necessario a chiunque voglia avere un elaborato grafico che rappresenti in modo accurato e preciso il proprio immobile o terreno. Esso è indispensabile per poter affrontare la successiva fase di progettazione dell’intervento edilizio o di trasformazione territoriale dell’immobile.

Come si ottiene?

Per ottenere un rilievo metrico o diretto attendibile e preciso è importante che tutti i locali dell’immobile siano misurati in tutte le sue parti. Il tecnico può “appoggiare” il rilievo ad una planimetria esistente (es. la planimetria catastale normalmente allegata all’atto di proprietà) o disegnare ex novo la planimetria dell’immobile durante il rilievo.

Per ottenere un rilievo fotogrammetrico o indiretto affidabile si utilizza il metodo della metrografia grafica (che utilizza semplici fotografie metriche o immagini fotografiche, ottenute con delle speciali monocamere che garantiscono immagini adatte alla restituzione fotogrammetrica) o della sterefotogrammetria (che adotta coppie di fotografie per fornire una visione binoculare. Tali coppie di fotografie vengono ottenute con l’ausilio di bicamere o coppie di monocamere oppotunamente posizionate).

Nel rilievo fotogrammetrico si distinguono le seguenti fasi:

  1. Progetto di rilevamento (che richiede la definizione accurata di tutte le operazioni che saranno successivamente eseguite. Si compirà, pertanto, la scelta delle attrezzature, della scala media del fotogramma, dei punti, delle distanze e delle direzioni di presa, etc);
  2. Operazioni di ripresa fotogrammetrica;
  3. Operazioni di appoggio topografico;
  4. Operazioni di restituzione (il procedimento mediante il quale è possibile ottenere da un fotogramma di un determinato oggetto una sua rappresentazione grafica o numerica).

I rilievi fotogrammetrici non si sostituiscono interamente a quelli diretti, ma offrono un supporto geometrico obbiettivo ai fini dell’esecuzione del rilievo.

Per realizzare un rilievo topografico o strumentale inizialmente si raccoglie la cartografia catastale che identifica l’immobile o il terreno in oggetto; identificato il bene sulla carta lo si riporta vettorialmente su CAD per raccogliere le coordinate precise del luogo in cui è situato l’oggetto del rilievo. Il rilievo topografico nelle moderne metodologie si basa principalmente su strumenti che utilizzano il sistema GPS (Global Positioning System); a questo sistema viene associato l’utilizzo di tacheometri, stazioni totali, livelli e distanziometri per rilevare gli elementi di dettaglio e quando la tecnologia GPS non è disponibile.

In quanto tempo?

Ogni tipologia di rilievo presenta tempi di esecuzione differenti, anche in funzione della dimensione dell’immobile o terreno da rilevare. In ogni caso noi siamo in grado di predispone il rilievo richiesto con tempestività e a costi contenuti.

Quanto costa?

Per poter stimare il costo di un rilievo è necessario poter inquadrare l’immobile dal punto di vista territoriale e poterne conoscere la sua dimensione. A tal fine il posizionamento su Google Maps, una planimetria catastale (per gli edifici), o un estratto di mappa (per i terreni) in genere sono sufficienti per poter predisporre un preventivo.

Visureenonsolo in collaborazione con Satef  si occupa di rilievi a Monza, Milano e comuni limitrofi.

Se hai bisogno di una consulenza o delucidazioni, chiamaci allo 039.388676 senza impegno e saremo lieti di fornirti il supporto necessario.

Il primo contatto ed eventuale sopralluogo è senza oneri e libero da ogni impegno.

 

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