Debito con banca: quando scatta la prescrizione

mag
2018
28

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Prescrizione: che cos’è?

La prescrizione è una circostanza, per la quale la legge ritiene estinto un diritto. In altri termini, se un creditore non avanza pretese nei confronti del debitore per un determinato lasso di tempo, il suo credito si estingue. In buona sostanza ciò avviene a seguito del mancato esercizio del proprio diritto. La norma, infatti è molto chiara affermando …che ogni diritto si estingue per prescrizione quando il titolare non lo esercita per il lasso di tempo determinato dalla legge… La prescrizione è di regola decennale, cioè è necessario che passino dieci anni affinché un debito sia prescritto. Si tratta di un lasso di tempo normalmente applicato agli obblighi nascenti da un contratto. In alcuni casi, invece, la legge stabilisce anche dei termini più brevi (ad esempio, il risarcimento del danno derivante da un sinistro stradale si prescrive in due anni). La prescrizione si può interrompere: il creditore se avanza formale richiesta di pagamento al debitore (ad esempio con una diffida), interrompe la prescrizione che, quindi, ricomincerà a decorrere per il tempo previsto dalla legge (ad esempio, altri dieci anni). Detto ciò, è bene precisare che l’estinzione di un debito prescritto non avviene automaticamente, ma a seguito di una determinata condotta assunta dal debitore.

Prescrizione maturata: l’estinzione è automatica?

Assolutamente no. Tecnicamente, parlare di estinzione a proposito di un diritto prescritto, non è proprio esatto. Il creditore, infatti, non perde la possibilità di chiedere ugualmente il pagamento al debitore, eventualmente facendogli anche causa: il debitore, però, avrà la possibilità di far valere la prescrizione (tecnicamente si dice eccepire) davanti al giudice, che accerterà e dichiarerà l’estinzione del debito scaduto. Ad esempio, è un po’ quello che spesso avviene con le cartelle esattoriali. Frequentemente l’agente della riscossione chiede il pagamento di multe o tributi vecchissimi, magari ipotecando un immobile o fermando amministrativamente un veicolo: lo può fare, ma se il debitore fa ricorso e dimostra l’avvenuta prescrizione i debiti saranno dichiarati estinti.

Prescrizione debiti con la banca: quando scatta?

Spiace dirlo al debitore bancario, ma il tempo che questi deve attendere affinché possa ritenersi prescritto il suo debito è quello ordinario, cioè dieci anni. Durante questo lasso di tempo, la banca deve essersi completamente dimenticata del proprio credito, non avanzando alcuna richiesta formale (ad esempio, con una diffida oppure direttamente proponendo un ricorso per ingiunzione): se lo fa interrompe la prescrizione, che comincerà a decorrere nuovamente per altri dieci anni.

Prescrizione mutuo o prestito: quando scatta?

A questo proposito, si è tentato di sostenere che la prescrizione fosse quinquennale e che decorresse da ogni singola rata per il seguente motivo:

  • il mutuo rateale si restituisce a rate semestrali o mensili e quindi, trattandosi di una prestazione periodica, si prescrive in cinque anni.

Tuttavia, nella realtà dei fatti non è così, visto che la Cassazione ha precisato che il frazionamento del debito previsto per il mutuo non modifica la natura unitaria del contratto. In virtù di ciò esso si prescrive in dieci anni ed anche le rate singolarmente non pagate. In altri termini, la prescrizione decennale delle rate insolute decorrerà dalla data di scadenza prevista per la restituzione dell’ultima rata.

Prescrizione fido bancario: quando scatta?

Anche in questo caso la prescrizione è decennale e incomincia a partire dalla revoca del fido, cioè dal momento in cui il contratto si scioglie e il debitore è obbligato a restituire l’intera somma oggetto dell’affidamento. Ovviamente questo termine di prescrizione vale anche per l’affidatario: a seguito dell’affidamento concesso, per le somme illegittimamente addebitategli dalla banca, può farle causa entro dieci anni.

 

Visto su. La legge per Tutti

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