Articoli Taggati ‘rendita catastale’

visura_catastale1

Le visure catastali sono richieste con frequenza, soprattutto in alcuni periodi dell’anno. Potrebbe essere quasi considerato un servizio “stagionale” in quanto, nei mesi di giugno e dicembre, si verificano dei picchi di richiesta di queste informazioni. Come mai? La spiegazione risiede nel principale dato contenuto all’interno delle visure catastali, la rendita catastale, che risponde alla finalità principale del Catasto italiano, ossia attribuire un valore agli immobili. La rendita catastale è il dato indispensabile ai fini del calcolo di alcune imposte sulla casa, in particolare IMU, TASI e TARI le cui scadenze coincidono proprio con i mesi di giugno e dicembre: ecco svelato il primo arcano!

Quando servono le visure catastali?

Le visure catastali sono  indispensabili:

  • quando si deve stipulare un atto di acquisto o vendita di un immobile;
  • quando occorre fornire la documentazione alla banca per un mutuo;
  • quando si deve provvedere all’allaccio di utenze domestiche (energia elettrica, acqua, telefono);
  • quando si vogliono conoscere gli immobili intestati ad una persona o ad una impresa in tutta Italia

Terreno o Fabbricato?

La principale suddivisione degli immobili è riconducibile a questa semplice osservazione. Il Catasto italiano infatti suddivide gli immobili in due macro categorie, Terreni e Fabbricati. La prima comprende i terreni agricoli (seminativo, pascolo, vigneto…), i terreni edificabili, le strade, le aree demaniali ma anche i fabbricati rurali rientrano nel Catasto Terreni. La secondo categoria include tutti i fabbricati di qualunque destinazione (residenziale, commerciale, servizi pubblici, chiese, ospedali…) con la sola esclusione dei fabbricati rurali.

Quante tipologie di visure catastali conosci?

Le visure catastali vengono rilasciate dalla Agenzia delle Entrate all’interno della banca dati del Catasto, sostanzialmente possono essere richieste in tre modalità:

  1. per nominativo, effettuando cioè la richiesta inserendo i dati del soggetto, persona o impresa, che si ritiene intestatario dell’immobile. Nel caso di persone, occorre conoscere i dati anagrafici (nome, cognome, data e luogo di nascita) mentre nel caso di imprese, o persone giuridiche, è indispensabile la denominazione o il codice fiscale dell’impresa. Qualora siano più soggetti, persone o imprese, intestatari dell’immobile, attraverso la richiesta delle visure catastali anche solo di uno di essi, nel documento verranno indicati tutti i soggetti con le relative quote;
  2. per immobile, in questo caso la ricerca va effettuata inserendo obbligatoriamente i dati catastali dell’immobile (sezione, foglio, particella e subalterno), dati presenti negli atti notarili relativi all’immobile, naturalmente se disponibili;
  3. per indirizzo, inserendo quindi il comune, l’indirizzo ed il numero civico si disporrà di un elenco di immobili rilevati nella banca dati del Catasto tra i quali individuare quello di interesse. In questo caso occorre precisare che non sempre la toponomastica del comune coincide con quella archiviata in Catasto e lo stesso dicasi per i numeri civici per cui potrebbero verificarsi delle difformità nella visura catastale rilasciata.

Inoltre, le visure catastali possono essere richieste anche:

  1. per Provincia, selezionando quindi preventivamente solo la provincia di interesse;
  2. per Comune, limitando quindi la ricerca solo ad un comune;
  3. per Nazione, estendendo, al contrario, la ricerca sull’intero territorio nazionale è possibile sapere tutti gli immobili intestati ad un nominativo, persona o impresa, in tutta Italia.

Possiamo conoscere la “storia” di un immobile?

La risposta è SI! Il Catasto consente infatti di effettuare la selezione delle visure catastali anche in questa modalità, richiedendo quindi le visure catastali storiche sia sull’immobile sia sul nominativo. Nel caso della Visura Catastale Storica per Nominativo, persona o impresa, è possibile verificare lo storico di tutti gli immobili intestati al soggetto, compresi gli immobili che sono stati venduti dal soggetto. Partendo dal sottotitolo della prima pagina, è possibile risalire al periodo a cui si riferisce la storicità (esplicitamente indicato). Procedendo nella parte sottostante della pagina, è possibile reperire i dati catastali dell’unità e il nome dell’attuale intestatario. Questa tipologia di visura, per meglio comprenderla durante la lettura, può risultare utile analizzarla suddividendola in due parti:

  1. la prima è suddivisa in varie sezioni, in ciascuna delle quali è indicata la situazione dell’immobile nell’arco di un certo periodo, con i relativi atti da cui essa è derivata;
  2. la seconda parte è suddivisa in sezioni temporali, in cui sono elencati invece i successivi passaggi di intestazione.

Quali dati sono contenuti nelle visure catastali?

Il documento della visura catastale è suddiviso in varie sezioni, ognuna delle quali consente di analizzare nello specifico alcune informazioni. Vediamo insieme come.

  • Nella parte alta e centrale del documento viene riportata la tipologia di visura richiesta che, come visto prima, può essere per soggetto o per immobile con la variante del dato storico sul nominativo o sul bene immobile.
  • Sempre nella parte alta del documento ma a destra viene riportata la data ed ora di evasione nonché il numero di documento estratto: non sono questi dati banali in quanto ci consentono di verificare se il documento che stiamo visualizzando è aggiornato o meno.
  • Al di sotto della tipologia di visura, nella sezione sinistra del documento, sono riepilogati i dati della richiesta, ossia i dati che sono stati inseriti in fase di richiesta della visura per soggetto o per immobile, e le unità immobiliari che sono state riscontrate nella banca dati del Catasto a seguito della ricerca.
  • La sezione centrale è quella più importante in quanto riporta i dati catastali identificativi dell’immobile, ossia:

- la sezione urbana, anche se non sempre è indicata, individua la zona (A, B, C ..) del territorio comunale;
- il foglio, corrisponde ad una particolare sezione in cui sono suddivisi in Catasto tutti i comuni in Italia;
- la particella (o mappale), è il numero che identifica ogni singolo fabbricato o terreno presente in un dato comune;
- il subalterno, solo ed esclusivamente nel caso dei fabbricati, precisa la singola unità immobiliare all’interno di un dato fabbricato.

Il Classamento degli immobili

Classificare i beni immobili risponde alla finalità fiscale del Catasto, ossia quella di attribuire una rendita catastale all’immobile, terreno o fabbricato. In questa sezione, posta nella sezione centrale del documento, troviamo:

  • la zona censuaria, è un dato elaborato dal Catasto che suddivide i comuni in zone sulla base della loro redditività, ossia del loro valore economico;
  • la categoria, in questo caso è una sigla (A/2, C/6, D/7 ..) che indica la destinazione d’uso del bene immobile (appartamento, villa, ufficio, locale commerciale, posto auto, fabbricato industriale ..).
  • la classe, anche questo dato elaborato di ufficio dal Catasto, rivela il valore ossia la produttività dell’immobile e contribuisce a stabilire la rendita;
  • la consistenza, può essere espressa con il numero di vani o ad esempio, nel caso di locali commerciali e posti auto, in metri quadri;
  • la superficie catastale, inizialmente prevista solo per i locali commerciali ed artigianali ed i posti auto, di recente, a decorrere dal 9 novembre 2015, è un dato disponibile anche per gli immobili a destinazione residenziale;
  • la rendita catastale, sulla base dei parametri indicati in precedenza, il Catasto elabora il valore della rendita, espressa ancora si in euro che con le “vecchie” lire.

Quali dati sono indicati nell’Intestazione e negli Atti derivanti?

Le visure catastali, non riportano mai la dicitura “proprietari” ma “intestatari”. Perché  il Catasto italiano non ha carattere probatorio, ossia non prova la valenza giuridica di un bene immobile in capo ad una persona o impresa che sia.  Come diretta conseguenza, si evince che nelle visure catastali, i soggetti vengono indicati non come proprietari ma bensì solo come intestatari, facenti cioè parte della ditta catastale alla quale risulta in Catasto intestato l’immobile. Pertanto, nella sezione Intestazione, collocata sotto i dati di classa mento, sono presenti i nominativi di tutti i soggetti, persone o imprese, inseriti nella ditta catastale con le relative quote ma ribadiamo che questo non è mai un dato certo ed avente valore giuridico. Per conoscere effettivamente i proprietari di un immobile occorre sempre effettuare una visura ipocatastale per soggetto o per immobile. Gli atti derivanti riportano i riferimenti, se disponibili, all’ultimo atto che ha determinato l’inserimento dell’immobile nella banca dati del Catasto. I dati presenti in questa sezione indicano infatti il numero di protocollo di presentazione, il notaio rogante, il numero di repertorio dell’atto e la data dell’atto pubblico. Nella fattispecie, occorre prestare molta attenzione ai dati presenti in questa sezione che sono riferiti all’atto ma non contengono gli estremi della trascrizione dell’atto notarile in Conservatoria (registro particolare o articolo e registro generale o casella), per conoscere i quali è sempre indispensabile effettuare una visura ipotecaria.

Visura del Catasto Fabbricati e Visura del Catasto Terreni

Tra la visura del Catasto Fabbricati e quella del Catasto Terreni (costituito da terreni e fabbricati) intercorrono alcune differenze rilevanti. Abbiamo già parlato dell’assenza del subalterno per i terreni, individuati catastalmente solo attraverso la particella o mappale. Mentre, nei Dati di Classamento emerge che:

• la superficie: non è espressa in metri quadri ma in ettari (ha.), are (a.) e centiare (ca.);
• il reddito dominicale: è il valore economico che il Catasto attribuisce alla proprietà;
• il reddito agrario: individua, al contrario, il reddito riferito all’imprenditore agricolo.

 

Nessun commento

rendita-catastale

La rendita catastale è il valore economico che la Agenzia delle Entrate attribuisce ad ogni immobile, terreno o fabbricato. Il valore, espresso in euro, viene utilizzato per il calcolo delle imposte ipotecarie e catastali nonché per la tassazione sugli immobili: IMU, TARI e TASI.

A giugno e dicembre di ogni anno, cittadini ed imprese devono pagare le tasse sugli immobili. Al fine di ottemperare a tale obbligo, è necessario disporre del valore della rendita catastale. Il dato è facilmente reperibile attraverso le visure catastali online. Si evince quindi come il valore della rendita catastale abbia unicamente una finalità fiscale, che risponde poi alla finalità istituzionale del Catasto. Il valore catastale viene infatti attribuito a tutti gli immobili in grado di produrre un reddito in forma autonoma.

Come ridurre la rendita catastale ai fini delle imposte

L’istanza di modifica della rendita catastale può essere presentata in tre casi:

Stato conservativo dell’immobile

Se il fabbricato si trova in uno stato di degrado ed abbandono, è possibile presentare una istanza al Catasto richiedendo la riduzione della rendita catastale. La denuncia di variazione deve essere presentata tramite un tecnico abilitato attraverso una pratica catastale e autorizzata dagli uffici comunali.

Destinazione d’uso

La destinazione d’uso di un immobile può subire, col tempo, delle modifiche che determinano una riduzione del valore catastale. E’ il caso, ad esempio, di locali commerciali siti in zone urbanistiche periferiche e adibiti, di fatto, a magazzini. In simili circostanze, è possibile richiedere una revisione della rendita catastale.

Rettifica dei dati catastali

I dati catastali sono soggetti a variazioni effettuate d’ufficio da parte dell’ufficio del Catasto. Spesso si verifica che la pratica iniziale di censimento di una unità immobiliare contenga degli errori. I casi più frequenti riguardano l’intestazione della ditta catastale e l’indirizzo in cui è ubicato l’immobile. Ma i parametri che incidono sulla rendita catastale  sono la superficie e la categoria catastale. Se il proprietario dell’immobile  verifica che questi dati sono errati, può presentare una istanza al Catasto.

Quando serve la rendita catastale

Stante la finalità fiscale del Catasto, il valore della rendita catastale necessita in diverse occasioni:

Pagamento imposte sulla casa IMU, TASI e TARI

Entra il 30 giugno ed entro il 16 dicembre di ogni anno, deve essere effettuato il pagamento mediante F24 delle imposte sulla casa. Sono tenuti al pagamento tutti i titolari di diritti reali sugli immobili. A decorrere dal 2017, l’invio della dichiarazione IMU e TASI sarà telematico.

Stipula atto di compravendita immobiliare

Al momento della stipula di un atto di compravendita, devono essere corrisposte le imposte ipotecarie ed i tributi catastali. Il calcolo viene effettuato dal notaio rogante sulla base del valore della rendita catastale riferita all’unità immobiliare oggetto di compravendita.

Presentazione dichiarazione di successione

La denuncia o dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data di decesso. Dopo aver appurato l’effettiva consistenza del patrimonio immobiliare in capo al de cuius, si rileva l’importo della tassa di successione.  La tassa viene calcolata sulla base del valore degli immobili, individuato attraverso la rendita catastale.

Come trovare la rendita catastale

Le modalità di richiesta sono differenti a seconda dei dati di cui si dispone:

  • con i dati anagrafici del proprietario (nome, cognome, codice fiscale o denominazione persona giuridica e codice fiscale), è possibile richiedere una visura catastale per soggetto
  • con i dati catastali dell’immobile (terreno o fabbricato), si può effettuare direttamente la richiesta di una visura catastale immobile
  • se invece si conosce solo l’indirizzo dell’immobile, è preferibile richiedere una visura catastale per indirizzo

In tutti e tre i casi, il documento estratto dalla Agenzia delle Entrate conterrà il valore della rendita catastale.

 

Visto su: Solo Agevolazioni

Save

Nessun commento

visura_planimetria I documenti catastali che attestano un bene immobile sono:

Che cosa è la visura catastale?

La visura catastale è il documento che identifica in maniera univoca un immobile. Ognuno di essi – appartamento, garage, negozio, ufficio etc – è una unità immobiliare censita nel registro generale degli immobili, denominato Catasto.

Che cosa è la planimetria catastale?

La planimetria catastale è la rappresentazione grafica di un’unità immobiliare presso il Catasto. La planimetria catastale è un documento che non ha scadenza, se non nel momento in cui ne viene presentata una versione modificata presso l’Agenzia delle Entrate, che va a sostituire la precedente.
La planimetria catastale viene richiesta da coloro che sono coinvolti in una compravendita, una locazione o una gestione immobiliare: acquirenti, locatari, agenti immobiliari, notai, banche che erogano mutui casa, amministratori di condominio, tecnici, commercialisti. Per legge alla stipula di un atto di compravendita, permuta o donazione, è necessaria la conformità catastale allo stato di fatto dell’immobile.

Visura e planimetria catastale forniscono all’istante informazioni di una proprietà immobiliare:

  • se è correttamente iscritta al Catasto
  • se e come viene rappresentata graficamente
  • se l’indirizzo è esatto
  • se l’intestazione riporta correttamente gli ultimi trasferimenti di proprietà
  • qual è la categoria catastale (es. negozio, abitazione, ufficio, etc.)
  • qual è la relativa rendita catastale su cui calcolare tasse e imposte

Inoltre visura e planimetria servono per molteplici scopi quali:

  1. verificare la correttezza dei dati del proprietario e dell’immobile registrati presso il Catasto per:
    • conoscere la rendita catastale per le imposte sul reddito (IRPEF – IRPEG)
    • conoscere le imposte comunali e statali riconducibili alla proprietà e al suo utilizzo: IUC imposta Unica Comunale, formata da IMU (imposta municipale unica) – TASI (tassa sui servizi indivisibili) e TARI (tassa sui rifiuti)
    • conoscere le imposte per trasferimento di beni immobili (compravendita, permuta, donazione, divisione, etc)
    • conoscere le imposte di successione
  2.  certificare e/o rilevare i dati necessari per redigere:
  • pratiche e certificazioni edilizie (DIA, licenze, nulla-osta, certificazioni urbanistiche, etc)
  • richieste allacciamento di nuove utenze (luce, gas, etc)
  • comunicazioni comunali (es. per tassa rifiuti)
  • comunicazioni condominiali (obbligatoria dal 2013)
  • dichiarazione dei redditi
  • contratti di locazione
  • contratti di compravendita, permuta, donazione, comodato, etc.
  • dichiarazione di successione
  • conoscere le proprietà immobiliari intestate ad una determinata persona/società
  • conoscere a chi è intestata una determinata proprietà immobiliare
  • conoscere le variazioni tecniche (consistenza, destinazione d’uso etc.) e di intestazione di un immobile, avvenute nel tempo, attraverso la visura storica

Nonostante a ogni trasferimento di proprietà venga presentata una voltura catastale, l’intestazione  molto frequentemente non è corretta. Per questo è importante avere una visura aggiornata per verificare la correttezza dei dati dell’intestatario/i (nome, cognome, codice fiscale, etc).

                                                             è importante saper che…

Il catasto non è probatorio: non fornisce nessuna prova giuridica della proprietà. L’accertamento della proprietà e di eventuali ipoteche e trascrizioni pregiudizievoli viene effettuata da un Notaio attraverso accertamenti presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari (ora facente parte dell’Agenzia delle Entrate).

Anche se da alcuni anni ogni variazione tecnica catastale deve essere supportata da un titolo urbanistico, il catasto non fornisce alcuna certezza sulla regolarità edilizia dell’immobile.

 

Visto su: CasaNoi

Nessun commento

rendita_catastale3

La rendita catastale è un dato numerico importantissimo: identifica il valore del nostro  immobile, terreno o edificio per il fisco.

Quando acquistiamo un immobile, il notaio indica  la rendita  nell’atto di acquisto;  se l’immobile che stiamo acquistando ne è sprovvisto, in quanto è acquistato al grezzo o è in fase di ristrutturazione, la rendita deve  essere richiesta in seguito  al Catasto.

Qualora poi l’immobile sia sottoposto a ristrutturazione che ne modifichi la destinazione d’uso, è necessario che un professionista tecnico – Geometra -  presenti nuova documentazione al Catasto, il quale provvederà ad attribuire  una nuova rendita all’immobile.

La  rendita catastale è la base di calcolo, tecnicamente definita base imponibile,  per tutte le imposte e tasse che riguardano gli immobili.

Nella  dichiarazione dei redditi noi calcoliamo il nostro  reddito immobiliare o fondiario prendendo a base la rendita catastale.

Quando vendiamo o acquistiamo un immobile, o l’immobile cade in successione  e presentiamo  la relativa dichiarazione di successione, calcoliamo  l’Imposta di Registro sui  Trasferimenti Immobiliari o l’Imposta  di  Successione, sul dato della rendita catastale.

Quando il Comune applica le imposte  Comunali,  cioè ICI, IMU, e ora TASI, noi calcoliamo le imposte sul dato della rendita catastale.

Il cittadino ha diritto di conoscere in anticipo  la rendita catastale  su cui pagare le tasse ed ha diritto di poter proporre ricorso contro la rendita, se ritenuta troppo elevata, rispetto al  valore dell’immobile di sua proprietà.

La nuova rendita catastale o la modifica di una precedente è attribuita dall’Agenzia delle Entrate che tramite l’Atto di Accertamento Catastale la notifica al prorpietario, questi  ha 60 giorni  di tempo per proporre ricorso in Commissione Tributaria.

Qualora il proprietario non proponga ricorso, la rendita catastale diviene definitiva e intoccabile per sempre.

Le imposte immobiliari saranno calcolate su questa rendita  decorsi i  60  giorni.

Nessun commento

visuracatastale

Cinque domande frequenti sulla visura catastale

  1. Come faccio a sapere che tipo di visura acquistare?

Esistono diversi tipi di visure catastali: è possibile ottenere una visura catastale online per immobili urbani (immobili iscritti al catasto fabbricati) o visure di terreni (immobili iscritti al catasto terreni). Ciascuna visura può essere ordinaria, e contenere solamente i dati relativi allo stato presente dell’immobile e fare riferimento all’intestatario attuale, o una visura catastale storica, che permette di ricostruire i vari passaggi di proprietà avvenuti nel tempo, e la cronologia storica relativa al bene.

  1. È possibile richiedere una visura con dati catastali incompleti?

Per effettuare la richiesta per una visura catastale online sono necessarie poche informazioni. È possibile ricercare l’immobile sulla base dei suoi identificativi catastali (foglio, particella e subalterno per ricerche nel catasto fabbricati e foglio e particella per il catasto terreni). Talvolta è possibile riuscire a risalire ad un immobile anche in assenza di subalterno, ma ovviamente, quanto più precisi saranno i parametri, tanto più semplice sarà ottenere la visura. Un altro modo per trovare l’immobile negli archivi del catasto è quello di risalire al suo proprietario (nome, cognome e codice fiscale divengono quindi indispensabili, in assenza di dati catastali, se l’intestatario è una persona fisica; denominazione e partita iva della società se l’intestatario è una persona giuridica).  In alternativa è possibile ricercare un immobile per indirizzo o numero partita.

  1. Ho fatto accatastare il mio immobile diversi anni fa, ed ora non risulta nel catasto urbano. Come mai?

È possibile che talvolta alcuni dati non siano stati inseriti in catasto, così come può succedere che determinati dati risultino inseriti parzialmente, o male. Nel caso di un immobile regolarmente accatastato e che non compare nelle banche dati del catasto urbano si consiglia di recarsi presso gli uffici provinciali muniti della necessaria documentazione, per richiedere un aggiornamento catastale.

  1. Come posso ottenere la rendita catastale per il calcolo dell’IMU da pagare?

La rendita è uno dei parametri riportati sulla visura catastale. È quindi sufficiente ottenere una visura catastale online sulla propria abitazione per poter desumere il valore della rendita.

  1. Com’è possibile che dalla visura catastale risultino ancora i vecchi proprietari come intestatari della mia abitazione?

L’intestazione catastale può contenere degli errori imputabili ad un mancato aggiornamento. Il mancato aggiornamento può derivare sia da un errore da parte dell’Ufficio Provinciale del catasto urbano, o dalla mancata presentazione delle pratiche di voltura catastale. Nei casi di mancata presentazione della pratica di voltura la procedura più corretta prevede la verifica dell’avvenuta presentazione tramite la presentazione di un’istanza di rettifica. Se l’istanza viene approvata, il problema sarà risolto, in caso contrario sarà necessario procedere con la presentazione della pratica di voltura.

2 commenti